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BALLOTTAGGIO ELEZIONI MILANO/ Roccella: le mie domande a Pisapia su aborto, disabili e immigrati

Il sottosegretario Eugenia Roccella chiede a Pisapia di chiarire la sua posizione su aborto, scuola privata, disabili, immigrati e famiglia a cui fino a oggi non ha risposto

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Sul suo sito ufficiale, il sottosegretario Eugenia Roccella si rivolge al candidato del centrosinistra al comune di Milano, Giuliano Pisapia. Lo fa per porgli delle domande precise su argomenti su cui, secondo lei, Pisapia ha glissato, evitando di parlarne o facendolo in modo superficiale. Roccella sottolinea che in questa campagna elettorale si è comunque parlato troppo poco dei programmi, ignorati anche dalla stampa, ed è perciò necessario capire in che cosa di distinguono Moratti e Pisapia. Nel programma di Pisapia, ad esempio, la Rocella segnala che si intende applicare in modo corretto la legge 194: Ma la legge, dice il sottosegretario, in Lombardia è già applicata in modo corretto. La legge non è invece applicata quando si tratta di sostenere la maternità e l alternative all'aborto. "Le "politiche attive" nei confronti degli adolescenti chiede la Roccella "significano offrire loro anticoncezionali e  pillole del giorno dopo, scavalcando il consenso dei genitori? Nell' "ascolto del disagio adolescenziale", quale è il ruolo della famiglia, che resta l'unico luogo dove il minore può crescere e formarsi all'interno di rapporti affettivi?". Pisapia poi, dice ancora il sottosegretario, è stato firmatario di proposte di legge per abbassare l'età dell'aborto a 16 anni. Altre domande per Pisapia: il tema della disabilità e quello dei diritti dei bambini, delle bambine e degli adolescenti. Roccella chiede quali saranno i compiti del "Garante comunale dei diritti dei bambini e dei ragazzi" che Pisapia intende istituire? In che modo saranno coinvolte le famiglie? Chi stabilisce quali siano questi diritti? Ed ecco l'argomento delle "famiglie plurali": si propone parità dei diritti e dei doveri per tutte le comunità affettive e di vita: "Verrà quindi riconosciuta la pluralità delle forme di comunione di vita (...). Il registro delle unioni civili, che il Comune intende istituire, non è un atto simbolico, ma funzionale all'adozione di politiche e di atti non discriminatori." Chiede Roccella: "Sempre in base ai progetti di legge presentati da Pisapia, sappiamo che quest'ultimo è favorevole al matrimonio tra omosessuali, e non soltanto al riconoscimento delle unioni civili, con conseguente estensione alle coppie gay dei diritti garantiti dal matrimonio (reversibilità della pensione o possibilità di adottare un minore, per esempio). Sottolineare che il registro non è solo un fatto simbolico, ma offre diritti concreti, vuol dire andare in questa direzione?".