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GAS/ Le 6 regole e i 5 consigli per un uso in sicurezza

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Gli impianti a gas in commercio sono realizzati a norma di Legge e quindi sicuri. Anche la loro manutenzione deve essere effettuata, per legge, solo ed esclusivamente da personale qualificato ed abilitato che, dopo ogni intervento, deve rilasciare una “dichiarazione di conformità”. La “vita” della caldaia è scandita dalla manutenzione annuale del costruttore e dalla verifica biennale del rendimento di combustione. Questi interventi devono essere annotati sul libretto dell’impianto, secondo la Legge 10/91.

 

REGOLA 1 - FUMI? SEMPRE ALL’ESTERNO - I fumi prodotti dagli impianti a gas sfociano nelle canne fumarie che scaricano a loro volta sul tetto. Questa è una buona regola, perché i fumi sono nocivi e la loro evacuazione deve essere sempre efficiente, e naturalmente la cucina a gas ha un condotto di evacuazione separato da quello della caldaia. Anche se la cucina a gas ha una cappa filtrante, i fumi devono essere smaltiti comunque all’esterno, tramite un elettroventilatore da posizionare sulla finestra o su una parete esterna.

 

REGOLA 2 - LO SCARICO DIRETTO IN ATMOSFERA SOLO IN CASI PARTICOLARI - Per la propria sicurezza bisogna scegliere una soluzione a norma di legge: lo scarico dei fumi sul colmo del tetto, come prevedono i regolamenti regionali e locali. Lo scarico diretto nell’atmosfera, sulla facciata degli edifici, è consentito solo in casi particolari, nel rispetto delle norme tecniche e solo se ammesso dai regolamenti regionali (d’igiene tipo) e comunali (edilizio).

 

REGOLA 3 - CAMINO O CANNA FUMARIA SEMPRE PULITI E CONTROLLATI - Per non avere problemi di sicurezza, è necessario far controllare la canna fumaria dopo un lungo periodo di inattività, per accertarsi che non sia ostruita. Anche la forma, le dimensioni e i materiali devono rispettare le norme tecniche di riferimento e, anche se la canna fumaria è costruita a “regola d’arte”, bisogna controllare periodicamente la sua funzionalità.

 

REGOLA 4 - IL RICAMBIO D’ARIA E’ INDISPENSABILE - Grazie all’apertura fissa, c’è un apporto continuo di aria dall’esterno, assolutamente necessario quando un apparecchio a gas è in funzione. L’apertura fissa deve essere minimo di 100 cm2, in proporzione alla potenzialità degli apparecchi installati. E se la cucina a gas non è dotata dei dispositivi di sicurezza per lo spegnimento di fiamma, la superficie dell’apertura non può essere minore di 200 cm2. Se poi ci sono elettroventilatori montati sulle cappe o sulle finestre/pareti, la superficie dell’apertura deve essere maggiore, perché gli aspiratori sottraggono parte dell’aria necessaria alla combustione.

 

REGOLA 5 - NESSUN APPARECCHIO A GAS IN BAGNO O NELLE CAMERE DA LETTO - Nella camera deve essere installato un apparecchio a “camera stagna”, ovvero con il bruciatore isolato dall’ambiente e che preleva l’aria direttamente dall’esterno, perché è l’unico consentito dalla legge. L’installazione di apparecchi a gas tradizionali, a camera aperta, è vietata nelle camere da letto e nei bagni.

 

REGOLA 6 - TUBO FLESSIBILE IN GOMMA SEMPRE CONTROLLATO - Il tubo in gomma della cucina a gas mobile deve essere in condizioni perfette. E’ importante controllare sempre la data di scadenza e che non sia né screpolato, né strozzato. Inoltre non deve essere adiacente alle parti riscaldate e deve coprire un breve tratto, di 1,5 metri. Infine deve riportare il marchio del costruttore e la norma UNI-CIG-7140. Se invece la cucina è a incasso oppure con un piano cottura, il tubo deve essere in acciaio inox, resistente a temperature oltre i 50°C e coprire al massimo una lunghezza di 2 metri.



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