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PROPOSTA/ Saglia: elettricità e gas, ecco come far scendere i costi

mercoledì 15 febbraio 2012

In questo periodo di crisi, il tema dell’energia è più che mai importante in Italia. Non solo perché una riduzione delle bollette aiuterebbe le già “afflitte” tasche degli italiani, ma anche perché il costo dell’energia è una delle voci che incide sulla competitività delle imprese italiane. Infatti, come ci spiega Stefano Saglia, deputato del Pdl, membro della Commissione Attività produttive e già Sottosegretario dello Sviluppo economico nel precedente governo, «l’energia può essere uno degli asset con cui rendere maggiormente competitivo il settore industriale in Italia. Attualmente paghiamo il 30% in più per il costo dell’energia rispetto agli altri paesi europei e questo rappresenta un deficit per il nostro sistema industriale».

 

In effetti, dopo le privatizzazioni e le liberalizzazioni del passato, ci si attendeva un ribasso nel costo dell’energia elettrica. Dobbiamo rassegnarci a continuare a pagare un prezzo così alto?

 

Per ridurre il costo dell’elettricità bisogna diversificare l’approvvigionamento energetico riducendo la dipendenza dall’estero. Questa era l’obiettivo del rilancio del nucleare. Solo con le rinnovabili non si riesce ad avere prezzi competitivi, perché i costi sono ancora alti. Sono in procinto di presentare una proposta di legge sull’idroelettrico, che è un’importante fonte da sfruttare.

 

Ci potrebbe anticipare qualche dettaglio su questa proposta di legge? Che obiettivo intende raggiungere e in che modo?

 

La mia proposta di legge andrebbe a regolamentare i criteri di gara per l’aggiudicazione di concessioni per grande derivazione d’acqua a uso idroelettrico. In definitiva, l’obiettivo è cercare di dare un quadro giuridico di riferimento più stabile e definito. Verrebbe così disciplinato il trasferimento della titolarità del ramo d’azienda tra vecchio e nuovo concessionario, senza interferire nelle vicende del distinto rapporto giuridico tra amministrazione concedente e concessionario e del regime di proprietà dei beni.

 

Il referendum dello scorso anno ha fermato l’opzione nucleare. Come dovrebbe essere affrontata la scelta delle fonti per produrre elettricità nel nostro Paese?




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