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Esteri

AUSTRIA/ Chi era Haider, il politico abile dalle posizioni estreme

L'ingombrante presenza politica (in Austria e in Europa) di Jörg Haider si è dissolta con la sua tragica morte di ieri. Ma molti interrogativi rimangono aperti e il pensiero socio-politico che si riconosceva in lui non è scomparso. Ecco le sfide dell'estrema destra in Austria raccontate da GIOVANNI BOGGERO

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Gli era riuscito persino il comeback in grande stile. La sua Bzö, l'Alleanza per il futuro dell'Austria, era giunta a sfiorare la soglia del 12%. Due settimane dopo le elezioni anticipate, Jörg Haider è improvvisamente morto. Di ritorno a Klagenfurt dove oggi avrebbe dovuto festeggiare il compleanno della madre novantenne, il governatore della Carinzia ha perso il controllo della sua auto di servizio ed è uscito di strada. Era poco dopo l'una di notte. L'ambulanza, giunta pochi minuti dopo l'impatto, non è riuscita ad impedirne la morte, avvenuta all'ospedale qualche minuto dopo. Un braccio mozzato, e ferite gravi al torace e al capo ne hanno decretato la fine. L'Austria si è svegliata scioccata. L'uomo che più l'aveva divisa se n'è andato. Il Landeshauptmann della Carinzia aveva 58 anni e lascia la moglie e due figlie. Subito si sono moltiplicati i messaggi di cordoglio da parte di tutto il mondo politico, che, in un momento così tragico, ha lasciato da parte le schermaglie del passato, tributandogli il rispetto che si deve ad un uomo politico del suo calibro.

Accusato di simpatie neo-naziste, Haider fu un tipo provocatorio, che soffiava sulle ansie sociali con quella sagacia un po' populista e provinciale che tutti ricordiamo. Le esternazioni sulle politiche di occupazione del regime nazista, la sua passione giovanile per il Führer e la sua xenofobia mai nascosta gli avevano attirate le critiche dell'Unione Europea, quando, nel 2000, dopo le elezioni generali per il Nationalrat l'Fpö raggiunse il 27% e formò un governo con i popolari del democristiano Wolfgang Schüssel. «Per noi è come la fine del mondo», dice scioccato ai microfoni della ORF il suo portavoce Stefan Pentzner, «ho perso un amico», ha concluso tra le lacrime. Poi nel 2005 il divorzio dal partito che aveva guidato nei due lustri precedenti per insanabili divergenze con il proprio successore, il giovane Heinz-Christian Strache, uscito anch'egli vittorioso dalle urne di due settimane fa, con circa il 17%. Ora toccherà a lui tentare il ricongiungimento con la Bzö, la minuscola formazione di Haider che nei primi anni di vita sembrava non riuscire a camminare sulle proprie gambe, ma che grazie al carisma e alle indiscutibili doti oratorie del suo leader aveva risalito pian piano la china dei sondaggi, fino al successo di fine settembre. Haider ne era entusiasta ed orgoglioso. Ora l'Austria non avrà più due destre.


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