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CIA/ Se anche l'intelligence vota Obama

Pubblicazione:mercoledì 22 ottobre 2008

cia_R375.jpg (Foto)

Poiché nei primi decenni di esistenza dell’agenzia veniva richiesto ai candidati di completare il servizio militare prima di essere impiegati nella Direzione Operativa, molti tra quelli della “vecchia guardia” tendono a favorire il servizio militare per tutti ed un esercito forte. Inoltre, John McCain ha l’esperienza in politica estera che manca ad Obama. Per questi motivi, si potrebbe pensare che gli agenti operativi in carriera favoriscano John McCain; però McCain ha espresso delle dure critiche sull’agenzia e gli ufficiali dei ranghi superiori non hanno dimenticato che nel 2004 McCain disse al nuovo direttore Porter Goss che la CIA è «un’organizzazione che funziona male. Deve essere ripulita».
 

Cioè, la CIA non porta avanti le sue missioni. McCain disse a Goss che in qualità di Direttore della CIA doveva sbarazzarsi dei vecchi e portare a Langley un nuovo team (“Pulizia alla CIA” di Robert Novak, scritto per Creators Syndicate e pubblicato sulla CNN.com il 18 novembre 2004).
 
Laura Rozen scrive in “Perché i veterani della CIA temono McCain”:
 
Se McCain vince, “vince l’esercito”, dice un ufficiale della CIA in pensione. «Non avremo più un ramo civile nell’intelligence. Sì, avremo analisti. Ma non avremo più veri elementi civili nell’intelligence».
 
«McCain sarebbe un disastro totale», dice un altro ufficiale operativo dell’intelligence statunitense andato recentemente in pensione. «Ha un pregiudizio nei confronti della CIA... una volta mi piaceva McCain, ma non è coerente (Rozen, Mother Jones)»
 

Nel mondo isolato della CIA, ogni critica all’agenzia è percepita come un attacco alla propria famiglia e alla propria identità. Dopo la caduta del muro di Berlino nel 1989, la CIA ha subìto tagli ai fondi e molti impiegati dell’agenzia hanno perso il lavoro. Non era più necessario un ampio servizio di intelligence clandestino. Durante questo periodo, ho sentito un piccolo gruppo di agenti operativi veterani discutere di questi tagli. Uno disse: «Non so cosa ci avrebbero fatto se avessimo perso la Guerra Fredda – forse ci avrebbero messo tutti in un campo di concentramento da qualche parte». Gli altri concordarono con il suo giudizio severo. Questo giudizio è possibile solo in un luogo dove non esiste un dialogo con il mondo.
 
Se John McCain verrà eletto presidente, ci saranno sicuramente tensioni tra lui e l’agenzia che ha avuto il compito di mantenerlo informato.



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