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KANSAS/ È difficile essere un elettore cosciente e informato

lunedì 27 ottobre 2008

Durante le primarie mi sono coinvolto vivacemente nelle questioni politiche, ma da allora me ne sono disinteressato. Mi sono un po’ stancato di trovare scuse per politici che sono vagamente pro-life, nello sforzo di vincere la guerra culturale attraverso il processo politico. 

 

Nel suo Crazy for God (Pazzo per Dio), Frank Schaeffer fantastica su cosa sarebbe successo se non avesse convinto suo padre Francis Schaeffer, un leader dei protestanti evangelici, a unirsi con i cattolici e il Partito Repubblicano per opporsi all’aborto.

 

«Se fosse stato al contrario e la sinistra avesse difeso i non nati, magari contro gli interessi corporativi dell’industria medica, in nome dell’uguaglianza, o per la lezione derivante dall’ascesa del movimento eugenetico negli anni ‘20 e ’30, o perché nauseati di una società divenuta di nuovo schiavista nel decidere chi è più uguale, perfino chi è più “legalmente” umano di un altro, mio padre sarebbe stato accolto a bracci aperte dalla sinistra, come leader religioso. E se papà fosse stato alleato con la sinistra, sarebbe stato ultimamente molto meglio per lui, e per me.»
(Schaeffer, Crazy for God, 347)

 

Ora, all’ultimo minuto torno ancora alla politica. Obama continua ad avanzare e McCain a vacillare con un’aria sciocca tra stoicismo e sorrisi compiaciuti, così ho deciso di interessarmi alle elezioni locali. A metà settembre ho ricevuto una lettera da Kansas for Life, un gruppo di azione politica. La lettera iniziava affermando che l’accettazione popolare di Sarah Palin era il risultato di anni di educazione del pubblico ai temi pro-life, invitando a votare per il duo McCain – Palin, ma ricordando anche di non perdere di vista le elezioni locali, che sarebbero state combattute aspramente.

 

Sono andato sul sito di Kansas for Life per vedere cosa potevo apprendere in merito alle elezioni locali. Non vi è nessun articolo, ma ho trovato una lista di candidati appoggiati dalla organizzazione, per un seggio al Senato degli Stati Uniti, per la Camera dei Rappresentanti e per il parlamento dello stato del Kansas. Inoltre, vi sono una serie di giudici che devono essere votati dagli elettori per poter rimanere al loro posto alla scadenza della loro nomina.
Nella Contea di Johnson in cui vivo sono in gioco due questioni principali, di cui la prima riguarda i giudici. Come già accennato, molti giudici sono nominati dai politici eletti e poi gli elettori devono votare se tenerli o no ancora in carica. È in corso un’iniziativa per eleggere direttamente i giudici, che dovrebbero così far campagna per essere eletti ai loro incarichi. I gruppi pro-life sono in favore di questa proposta, ma io temo che in questo modo la giustizia diventerà ancor più ideologica di quanto già non sia. Inoltre prevedo che questo cambiamento renderà più facile controllare i giudici, attraverso la manipolazione della pubblica opinione.

 

L’altra questione è la proposta di introdurre una tassa i cui introiti andrebbero a favore della ricerca medica, senza restrizioni sui metodi usati. A me sembra strano che i Democratici siano in favore di questa proposta e i Repubblicani contro, almeno la maggioranza.

 

L’aborto è una battaglia politica fondamentale, ma non è l’unica. Per esempio, a me essere pro-life non significa niente, come essere pro-torture, e mi sento anche un po’ a disagio nel mettermi a fare ricerche sui candidati solo prima delle elezioni. Ho fatto troppo a lungo resistenza al mio dovere di essere un elettore cosciente e informato. Adesso che ho cominciato, mi trovo tuttavia due anni in anticipo sulle prossime elezioni del mio stato e ben quattro su quelle nazionali.