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Esteri

USA/ Obama in vantaggio nel determinante Stato dell'Ohio

Secondo un recente sondaggio il senatore dell'Illinois sarebbe in netto vantaggio in uno degli stati fondamentali per ottenere la vittoria elettorale

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A poche ore dall'atteso secondo faccia a faccia tra i candidati alla Casa Bianca, e a meno di un mese dalle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, nell'Ohio il senatore democratico Barack Obama gode di un netto vantaggio secondo un sondaggio pubblicato dal Washington Post. Il risultato non è superfluo visto che l'Ohio è considerato uno stato clou per la vittoria: nella storia americana mai un repubblicano è andato alla Casa Bianca senza vincere in questo stato del Mid-West.

In questa regione duramente afflitta dalla crisi dei mercati finanziaria, dalla stretta sui crediti e dal collasso del mercato immobiliare, Barack Obama viene visto come il candidato più abile per gestire le questioni economiche, creare nuovi impieghi e affrontare una nuova politica fiscale. Il senatore dell'Illinois viene inoltre percepito come più "in contatto" con l'elettorato sfiduciato e spaventato dalla bufera che ha travolto l'economia statunitense. Il risultato del sondaggio indica come le questioni finanziarie siano in primo piano nella campagna elettorale e vengano considerate dagli elettori molto più cruciali della politica estera e la lotta al terrorismo.

Tradotto in numeri il vantaggio di Obama nello stato dell'Ohio è di 6 punti percentuali: il 51 per cento degli intervistati ha detto infatti di sostenere la coppia Obama-Biden (il candidato vicepresidente) contro il 45 per cento che ha scelto il duo McCain-Palin. Notevole il peso dei candidati vicepresidenti: quasi quattro su dieci moderati si sono detti meno inclini a votare per McCain a causa della sua vice, Sarah Palin, governatrice dell'Alaska. Mentre il candidato democratico alla vicepresidenza Joseph Biden piace agli indecisi.

Differenze emergono inoltre tra l'elettorato maschile e femminile e tra la comunità nera e quella bianca. Barack Obama piace soprattutto alle donne e ai giovani e gode dell'appoggio di tutto l'elettorato nero dello stato. McCain al contrario ha un vantaggio del sette per cento tra l'elettorato bianco, cinque punti in meno rispetto al vantaggio di George W. Bush nel 2004.
In quell'anno, inoltre, il candidato repubblicano era sostenuto anche dal 16 per cento della comunità afro-americana.

A deprimere la popolarità di McCain è il basso gradimento del presidente uscente, che secondo un recente sondaggio è al 26 per cento.

Il sostegno a Barack Obama arriva in un momento topico con le operazioni di voto già avviate in alcune zone dell'Ohio.
Tuttavia, avverte il Washington Post, i numeri possono ancora subire variazioni consistenti che potrebbero andare a vantaggio o a svantaggio del candidato democratico. In base alla rilevazione, Obama appare comunque più abile nel spostare i voti degli indecisi. Complessivamente il team elettorale di Obama ha contattato il 43 per cento dei votanti contro il 33 per cento di McCain.

Occhi puntati dunque sul faccia a faccia stanotte tra i due candidati: la campagna elettorale è ormai infuocata e il repubblicano John McCain ha lanciato l'attacco più violento dall'inizio della corsa alla Casa Bianca, cercando di seminare il dubbio sulle credenziali del suo rivale. "Chi è veramente Barack Obama - ha detto McCain in un comizio a Albuquerque - anche ora che la campagna elettorale è quasi finita ci sono molte cose che non sappiamo su di lui e su ciò che ha fatto in passato".

Solo l'ultimo atto di una serie di critiche sollevate con spot al veleno. La risposta di Obama non si è fatta attendere: un suo portavoce ha definito quella di McCain "una tirata di rabbia e frustrazione", nel giorno in cui i mercati sono crollati e la crisi del credito mette milioni di posti di lavoro a rischio McCain vuole voltar pagina per evitare di parlare di economia.

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