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SOMALIA/ Due suore italiane rapite a nord del Kenya

Pubblicazione:lunedì 10 novembre 2008

guerriglieri_somaliR375_10nov08.jpg (Foto)

Due suore italiane, Rinuccia Giraudo e Maria Teresa Olivero, sono state rapite all'una di notte di domenica 9 novembre da uomini armati in un piccolo villaggio a nord del Kenya, e portate in Somalia. La notizia, diffusa dalla Farnesina, è stata però resa nota inizialmente da Shabelle on line, informato network somalo, che ha riferito del successivo trasferimento in Somalia.
Il rapimento è avvenuto nel villaggio di Elwak, estremo nord-ovest del Kenya a ridosso del confine con la Somalia, nel distretto centrale di Mandera, a 230 chilometri dalla città di Mandara; le donne sono state portate via dal residance dove alloggiavano; i sequestratori hanno rubato anche tre veicoli.
Le due italiane, Suor Caterina Giraudo, per tutti Rinuccia, di 67 anni, originaria di Boves (Cuneo), e suor Maria Teresa Oliviero, di 61 anni, proveniente da Centallo, sempre in provincia di Cuneo, appartengono al movimento contemplativo e missionario Charles De Foucauld "Città dei ragazzi" di Cuneo. Da 35 anni si trovano da in missione in Kenya e, secondo quanto riferisce l'agenzia missionaria Misna, sarebbero dunque «molto esperte». Le religiose si occupavano proprio dei profughi somali. Suor Giraudo, infermiera, lavorava soprattutto con i malati di epilessia. Don Pino Isoardi, responsabile del movimento De Foucauld, ha spiegato che le due suore prestano da 25 anni la loro missione nella casa di fraternità di El-Wak. «Nella fraternità di El-wak - racconta don Isoardi - è stato creato un piccolo ambulatorio ed una casa di accoglienza dove vengono assistiti disabili, epilettici, malati di tubercolosi». «Abbiamo avuto notizia del rapimento la scorsa notte - ha aggiunto il responsabile del movimento missionario - le autorità ci hanno pregato di essere molti riservati perché, grazie agli anziani del posto, si sta cercando di individuare i sequestratori e di avere un contatto con loro».
Il rapimento si va a sommare ad altri di cui sono state vittime operatori umanitari, sempre più frequenti in Somalia, dove la guerriglia, controllata dai fondamentalisti legati ad al Qaida, vuole gestire in prima persona le distribuzione degli aiuti, e comunque non vuole operatori stranieri. Ma sarebbe la prima volta che i guerriglieri somali operano addirittura oltre frontiera.
Intanto la Farnesina fa sapere che il ministro degli Esteri, Franco Frattini, segue costantemente la vicenda delle due religiose italiane rapite in Kenya ed ha immediatamente attivato l' Unità di Crisi del Ministero, con la quale si mantiene in stretto contatto, impartendo istruzioni perché venga attuata, attraverso l' Ambasciata in Kenya, ogni possibile forma di collaborazione con le autorità locali.
In tale contesto, l' ambasciatore italiano a Nairobi opera anche in raccordo con il nunzio apostolico in Kenya, ed il capo di Gabinetto della Farnesina ha preso contatto con il nunzio apostolico a Roma.
 

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