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USA/ Prima intervista a Obama presidente: “restituire equilibrio ed eliminare Al Qaeda”

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Crisi dell'auto e dei mercati finanziari, guerra in Iraq e lotta al terrorismo, ma aspetti privati del futuro imminente della prima famiglia afro-americana che conquista la Casa Bianca: per la prima volta da quando è stato eletto presidente Barack Obama si è seduto per un'intervista a tutto campo con una televisione Usa. Affiancato dalla moglie Michelle, nel faccia a faccia con la Cbs registrata venerdì alla vigilia del vertice del G20 di Washington, Obama ha detto che una delle sue priorità sarà «restituire un senso di equilibrio» al regolamento dei mercati finanziari ma si è detto contrario a un cosiddetto “nuovo New Deal” per l'America. Obama ha ammesso che ci sono paralleli tra la crisi di oggi e i problemi della Grande Depressione, ma ha detto di essere a favore di soluzioni “in linea con i nostri tempi” perché“ricreare oggi quello che esisteva negli anni Trenta sarebbe come perdere l'autobus”. Il presidente eletto si è detto convinto che “il governo abbia un ruolo nel rimettere in moto un'economia che si è fermata, anche che il principio del libero mercato che ha funzionato per noi, che crea innovazione, debba essere egualmente difeso”. Secondo Obama l'economia americana sta attraversando “circostanze straordinarie”: il presidente eletto si è pronunciato a favore di un piano di assistenza a favore del settore dell'auto, «ma non di un assegno in bianco». E ha ricordato che «le banche non fanno più credito, neanche alle aziende che vanno bene, ancor meno a quelle che vanno male.

In queste condizioni le opzioni abituali non sono forse più possibili»: per questo la bancarotta per Gm potrebbe essere fatale. Si è parlato di lotta al terrorismo: catturare Osama Bin Laden è una priorità: «Un aspetto cruciale della eliminazione di al Qaida», perché Bin Laden «non è soltanto un simbolo, è il capo operativo di una organizzazione che trama attacchi contro interessi americani». Il presidente eletto ha anche confermato la volontà di avviare il ritiro delle truppe Usa dall'Iraq dopo il suo arrivo alla Casa Bianca il 20 gennaio 2009 «particolarmente alla luce di quel che succede in Afghanistan». Sì anche alla chiusura di Guantanamo: «Un gesto per permettere all'America di ritrovare il suo rango sul piano morale». La transizione è in corso e Obama, che si sta preparando agli onori e agli oneri dell'Oval Office leggendo gli scritti del “saggio” Abraham Lincoln, ha già annunciato le prime nomine del suo staff. Alla Cbs che lo ha intervistato venerdì a Chicago, il presidente eletto ha confermato che porterà al governo almeno un repubblicano, ma di piu' non ha voluto dire. L'intervista ha permesso a lui e Michelle di parlare del futuro della loro famiglia alla Casa Bianca: «La cosa che più; mi preme è che le nostre figlie possano continuare a sentirsi normali», ha detto il presidente eletto annunciando che “probabilmente” sua suocera verrà a vivere con loro e che il cane promesso a Talia e Sasha non arriverà che dopo l'insediamento.

Molte cose cambieranno, anzi sono già cambiate, nella vita della famiglia Obama. Ora che è stato eletto presidente ed è seguito a stretto contatto di gomito dalla scorta del Secret Service, Obama si è reso conto cosa significa aver perso la privacy: «è la cosa che mi manca di più. Non poter andare a fare una passeggiata indisturbato. Andare a farmi tagliare i capelli dal mio barbiere: ora è lui che deve raggiungermi in un luogo top secret. Le piccole routine che ti tengono con i piedi per terra».

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