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Esteri

SPAGNA/ Un nuovo colpo inferto all’Eta. Ma Zapatero non cambi linea…

L’arresto dell’esponente di spicco del gruppo armato basco, Mikel Garikoitz Aspiazu, è un altro passo verso la lotta al terrorismo, come ci spiega MANUEL MEDINA. Tuttavia la strada è ancora lunga e il premier spagnolo non deve commettere errori

Eta_arrestiR375_17nov08.jpg(Foto)

Da qualche giorno si attendeva l’arresto di Txeroki, Mikel Garikoitz Aspiazu, il comandante dei commandos dell’Eta dal 2006. Da qualche giorno era stato localizzato nella città di Cauterets, nei Pirenei francesi. Tanto era atteso l’arresto e da tanto tempo era stato localizzato, che alcuni temevano che alla fine sarebbe scappato.

 

I responsabili della lotta al terrorismo temevano che i membri dell’Eta avrebbero utilizzato il summit di Washington per farsi pubblicità. Un attentato nello scorso weekend avrebbe obbligato Zapatero a parlare dei prigionieri durante il G22.

L’arresto è stato possibile grazie a un’informazione arrivata alla Guardia Civile nel giorno in cui De Juana era stato chiamato davanti ai tribunali britannici, dal momento che la sua estradizione non è ancora totalmente stabilita.

La collaborazione del Paese confinante e la volontà di impiegare tutte le risorse investigative contro l’Eta hanno dato un risultato. Non per questo bisogna entusiasmarsi. Abbiamo esperienza della capacità della banda di rinnovare i suoi vertici. Il cammino per vincere l’Eta sarà lungo e accompagnato da un dolore che si prolungherà.

L’importante è correggere gli errori del cosiddetto “processo di pace” guidato da Zapatero nella sua prima legislatura e che i passi, sebbene lenti, si facciano sul percorso giusto. Se il Governo di Zapatero non ritorna a negoziare con i terroristi e mantiene ferma la lotta attraverso l’uso della polizia, continueremo ad avanzare.

Nonostante il Tribunale Supremo abbia dichiarato illegale il braccio politico dell’Eta, l’Anv (avrebbe potuto farlo prima se il Governo ne avesse avuto la volontà politica), i suoi consiglieri continuano a essere presenti in 40 giunte. E molto di loro continuano a guadagnare.

Il profilo di Txeroki, responsabile dell’attentato all’aeroporto Barajas di Madrid e autore materiale dell’attentato che ha ucciso due poliziotti a Capbreton, è quello di un giovane educato in un mondo chiuso, senza idee, senza un orizzonte che vada oltre una violenza bieca.

Senza un’educazione che sia una reale alternativa al nazionalismo rivoluzionario che crea questo tipo di soggetti disumani, la lotta contro il terrore sarà zoppa.

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