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DOPOELEZIONI/ Perché ha vinto Obama, il presidente delle emozioni

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Ritorniamo sulle elezioni americane appena trascorse. Dopo essere stati travolti da spiegazioni tecniche sulla vittoria di Barack Obama, analizziamo il risultato cercando di comprendere l'importanza delle emozioni in questa situazione. La vittoria di Obama è la vittoria delle emozioni positive su quelle negative, della speranza sulla paura. Se analizziamo con attenzione il comportamento umano, possiamo comprendere come esso venga guidato da due principali forze: da un lato, l'istinto di sopravvivenza individuale che si basa soprattutto sulle emozioni difensive quali la rabbia e la paura, dall'altro l'istinto di sopravvivenza della specie che deve guardare oltre la sopravvivenza personale e che trova nella gioia e nell'amore le sue spinte emotive principali.
Difendersi vuol dire aver paura e usare la rabbia come protezione, mentre fiducia vuol dire aprirsi alla speranza, alla passione e all'amore. Nonostante il periodo di crisi economica, che ha minato
molte certezze e ha aumentato le emozioni difensive, prime fra tutte la paura, il popolo americano è stato capace di far emergere tutta la forza delle emozioni positive, della speranza e passione nel futuro e ha premiato chi si è dimostrato capace di far sognare.


Barack Obama incarna il sogno americano. La consapevolezza che ognuno di noi può tutto, sia che nasca ricco o povero, sia di pelle chiara o scura. È l'espressione di una forte fiducia nei giovani, della voglia di essere liberi e di guardare al futuro. John McCain ha incarnato invece la difesa e la sicurezza. Ha rappresentato la tradizione e la saggezza ma non è riuscito a suscitare l'entusiasmo di chi vuol aprire le braccia accogliendo il futuro.


Il vero messaggio di queste elezioni non è la vittoria di un afroamericano, oppure di un giovane o di un democratico, ma piuttosto la vittoria delle emozioni positive su quelle negative, dell'apertura
sulla chiusura, della passione sulla sicurezza, della speranza sulla difesa.
La vera libertà non è la chiusura che nasce dalla difesa nei confronti dei pericoli quanto l'apertura che nasce dalla speranza nei giovani e nel futuro.


È stata la capacità di catturare il "cuore emotivo" delle persone ad aver spinto Obama alla vittoria, e sarà la capacità di rendere concreta questa speranza, il banco di prova di questo giovane brillante Presidente. La speranza è un motore molto forte, ma dovrà essere alimentata da fatti concreti, altrimenti la caduta della fiducia si farà sentire in maniera tanto violenta da portare il popolo americano a chiudere le braccia per lungo tempo. Cavalcare i sogni, oggi più che mai, è una
strategia vincente nella comunicazione, in quanto il sogno è sempre più forte della paura. Chi fa sognare promette molto, anzi moltissimo e soltanto una persona eccezionale potrà trasformare i sogni in realtà. Speriamo che Obama sia eccezionale.



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