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SPAGNA/ Il caso del crocefisso di Valladolid: una sentenza che toglie la libertà ai genitori

Pubblicazione:martedì 25 novembre 2008

Valladolid_CrocefissoR375_24nov08.jpg (Foto)

Una croce è stata fatta togliere da una scuola di Valladolid, contrariamente alla volontà dei genitori. La sentenza che ha pronunciato il Tribunale amministrativo con cui si obbliga la scuola pubblica Macías Picabea a togliere il crocefisso rappresenta un indebolimento della libertà.

 

A marzo il Consiglio scolastico dell’istituto, in cui sono rappresentati i genitori, aveva deciso di mantenere i simboli. La Giunta di Castiglia e Leon, con una politica saggia, aveva delegato la decisione a quest’organo. L’associazione Cultura Escuela Laica di Valladolid, che aveva visto respinte le sue richieste, anziché rispettare la decisione democratica si è rivolta ai tribunali. E ha trovato un giudice che, facendo ideologia, nella sua sentenza assicura che «la presenza di simboli religiosi nelle aule e negli spazi comuni del centro educativo pubblico in cui si insegna a minori che si trovano in piena fase di formazione della propria personalità indebolisce il diritto fondamentale dell’articolo 16 (della Costituzione), che regola la libertà religiosa».

 

Detto in altri termini, i genitori avevano deciso, in un esercizio di libertà, che i simboli religiosi sono ciò che vogliono che vedano i propri figli. E il giudice, a nome di tutti i cittadini, ma senza il loro parere, gli toglie questa libertà in nome dei diritti costituzionali.

 

Quello che è successo a Valladolid è esattamente ciò che è previsto nella legge dello Stato di Baviera il 23 dicembre del 1995. La norma determina, all’articolo 7, che «in considerazione della connotazione storica e culturale della Baviera, in ogni aula scolastica deve esserci un crocifisso. Così si esprime la volontà di realizzare i supremi obiettivi della Costituzione riguardanti la base dei valori cristiani e occidentali, in armonia con la tutela della libertà religiosa. Se la presenza del crocefisso è contestata […], il direttore didattico cercherà un accordo amichevole». Se questo accordo non si trova, dice la legge, si detterà una regola ad hoc che rispetti la libertà religiosa e le convinzioni di tutti gli alunni. A Valladolid l’accordo c’era.

 

La croce è il simbolo, in altri contesti, della separazione tra Chiesa e Stato. In questa direzione si è pronunciato il Tribunale Amministrativo di Venezia (il Tar del Veneto) in una sentenza del 17 marzo del 2005, in cui si affermava che «il crocifisso può essere legittimamente posto nelle aule delle scuole pubbliche perché conferma il principio di laicità dello Stato repubblicano». L’argomento giuridico è stato confermato di un pronunciamento del Consiglio di Stato italiano del febbraio del 2006.

 

Il crocefisso è in realtà la miglior difesa di una laicità che sarà sempre più minacciata.



© Riproduzione Riservata.
 
COMMENTI
27/11/2008 - laicità dello Stato repubblicano (Luciano Broggi)

Posso avere un approfondimento della affermazione seguente, che non mi risulta chiara? Molte grazie. Luciano Broggi una sentenza del 17 marzo del 2005, in cui si affermava che «il crocifisso può essere legittimamente posto nelle aule delle scuole pubbliche perché conferma il principio di laicità dello Stato repubblicano».

 
25/11/2008 - W il crocifisso! (claudia mazzola)

A parte la questione simbolo religioso si o no, ma che importa se chi non crede non vuole il crocifisso, è comunque anche lui venuto sù o no con quel pezzo di legno? Come si fa a far passare un'avvenimento con cui si è cresciuti per una legge. L'infedele non se lo sente addosso? Tanto peggio e meglio per lui, la sua croce la portiamo noi al suo posto e faccia a meno di guardarlo se gli dà fastidio, tanto è Lui che ci guarda!

 
25/11/2008 - Il crocifisso nelle aule (Giorgio Ragazzini)

È tutto molto semplice: la presenza di un simbolo religioso negli edifici pubblici, cioè di tutti, è distintiva di una religione di Stato, che in Italia e in Spagna non c'è. Questo vale indipendentemente dal valore intrinseco della religione cristiana e del suo contributo alla civiltà occidentale. E anche della volontà dei genitori di una scuola. Basta un po' di onestà intellettuale per convenirne. La sentenza del TAR, che capovolge il significato del crocifisso in simbolo di laicità, dimostra solo il degrado culturale di una parte della magistratura italiana. La norma bavarese nega puramente e semplicemente la laicità dello Stato. Giorgio Ragazzini - Firenze