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ELEZIONI USA/ Politica, elettori ed educazione: il voto è solo questione di marketing?

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Le campagne politiche si presentano sovente agli elettori come una questione di alternativa, spesso veicolata mediante il richiamo di proposte allettanti: più posti di lavoro, meno tasse. Spesso l’alternativa proposta ha come presupposto la paura: i terroristi ci colpiranno, perciò facciamo la guerra; gli immigrati minacciano la nostra cultura, quindi costruiamo un muro di separazione; l’ambiente rischia di essere distrutto, adottiamo quindi misure drastiche. Nessuno nega che questi siano temi degni di discussione. Tuttavia, circoscrivere la discussione politica a una campagna aggressiva di marketing mirata a muovere le passioni, senza coinvolgere la ragione, mette al centro della questione un problema di educazione.

 

Avendo dedicato la mia vita al grande progetto della educazione universitaria, non mi stancherò mai di incoraggiare i nostri studenti a impegnarsi nella ricca esperienza della vita politica, che, con alti e bassi, è una espressione concreta dell’esistenza dell’uomo nei suoi vari aspetti. La vita politica, come meccanismo fondamentale della macchina della società per il bene comune, è il luogo appropriato per molti cattolici che, comprendendo l’insistenza di Don Giussani sulla necessità di impegnarsi con la realtà, vogliano assumersi il compito di favorire la crescita di un ambiente dove possa fiorire veramente la libertà umana e un’autentica solidarietà umana possa diventare realtà.

 

Punto chiave di un tale progetto educativo è la capacità di trasmettere ad ogni generazione l’idea che l’ambiente politico, se gli vien data forma dalle giuste forze morali, può realmente ricercare e sostenere il bene comune. Perché questo accada, l’aspetto più importante non è educare i candidati al concetto di autentica libertà e dignità umana: in primo luogo, la chiave per sostenere una società democratica veramente impegnata nel bene comune sta, invece, nell’educazione degli elettori.

 

Il progetto educativo per far crescere candidati adeguatamente preparati, campagne focalizzate correttamente e istituzioni politiche che lavorino veramente ed efficacemente per il bene comune, dipende in gran parte dalla decisione degli elettori di rendere ogni candidato responsabile della creazione di un ambiente dove il bene comune possa diventare sinceramente e profondamente il centro del confronto politico. I politici devono capire che i loro programmi non devono essere strutturati sulla base di scopi dannosi, che producono divisione e mancanza di solidarietà. Il solo modo che i politici hanno per capire la necessità di andare oltre i miopi obiettivi che spesso affliggono la vita politica, è che gli elettori richiedano veramente ed efficacemente a ogni politico una concezione e un impegno che siano a favore del bene comune.

 

Tuttavia, gli elettori non possono richiedere un impegno simile se non sono stati a loro volta educati a capire cosa siano veramente la libertà e la dignità umana: non posso domandare ad un altro ciò che io stesso non vedo. Perciò, gli elettori devono essere educati in modo che la loro ricerca di libertà non venga ridotta alla scelta tra alternative, ma possano capire che si è veramente liberi quando si può cercare il meglio, l’eccellenza, che il bene comune non si fonda sul dare alle persone un assortimento di possibilità, ma nell’offrire possibilità che permettano la costruzione del bene comune in accordo con la dignità umana. In questo senso la responsabilità maggiore non è della classe politica, ma dell’elettorato che deve renderla continuamente responsabile di questo. Grande è anche la responsabilità di chi educa, che ha il dovere di formare, dentro una libertà autentica e una vera dignità umana, gli allievi che un giorno costituiranno  l’elettorato.

 

Durante ogni periodo elettorale, quando ci vengono presentate alternative che interrogano le nostre passioni più che la nostra ragione, ci viene ricordato che il lavoro educativo richiede a ciascuno di noi un impegno reale e urgente al bene comune, attraverso una corretta comprensione di ciò che significa un’autentica libertà e dignità umana.

 

(Max Bonilla, Franciscan University di Steubenville, Ohio)

 

 

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