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Esteri

OBAMA/ I messaggi di auguri dei leader mondiali al nuovo presidente americano

Il Primo a complimentarsi è stato il Presidente francese Sarkozy. Da tutto il mondo vengono riposte grandi speranze nell’ormai ex senatore dell’Illinois

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Messaggi di congratulazioni sono giunti da tutto il pianeta al presidente eletto americano, Barack Obama, cominciando da quando il risultato non era ancora ufficiale. In mattinata sono arrivati i messaggi, fra gli altri, della Santa Sede, del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e del ministro degli esteri, Franco Frattini. Il primo era stato il presidente francese, Nicolas Sarkozy.

«Dio illumini» Obama nella sua 'grandissima responsabilità» è l'auspicio della Santa Sede nell'esprimere al 44/esimo presidente degli Stati Uniti gli «auguri di poter rispondere alle attese e alle speranze che si rivolgono verso di lui», anche per quanto riguarda «il rispetto dei valori umani e spirituali essenziali».

Napolitano ha detto che «per noi italiani che ci sentiamo intimamente legati sul piano storico e politico, culturale e umano, al popolo americano e agli Stati Uniti d'America, questo è un grande giorno: traiamo dalla sua vittoria e dallo spirito di unità che l'accompagna nuovi motivi di speranza e di fiducia per la causa della libertà, della pace, di un più sicuro e giusto ordine mondiale». Il ministro Frattini, nell'esprimere a Obama le sue «vive congratulazioni», ha detto che «siamo convinti, e continueremo ovviamente ad esserlo, che gli Stati Uniti sono e saranno il primo partner internazionale dell'Italia. Con il presidente Obama noi continueremo su una strada di collaborazione e di condivisione, e certamente di sostegno reciproco nelle più grandi regioni di crisi dove l'Italia è fortemente impegnata accanto agli Stati Uniti».

Il presidente cinese, Hu Jintao, rivolgendosi a Obama, ha auspicato che si possa raggiungere un nuovo livello di collaborazione e intesa tra Cina e Usa: «Hanno vasti interessi comuni» e condividono la responsabilità di una serie di importanti questioni che riguardano il benessere e la felicità dell'umanità».

L'Europa ha fatto sentire la sua voce con il presidente della Commissione, José Manuel Barroso, secondo il quale «dobbiamo trasformare la crisi attuale in opportunità».

Il primo ministro britannico, Gordon Brown, nel felicitarsi per la vittoria di Obama, ne ha salutato i «valori progressisti» e la «visione per il futuro».

La cancelliera tedesca, Angela Merkel ha assicurato a Obama, in un telegramma di congratulazioni, una «collaborazione piena di fiducia» da parte della Germania.

Dal Medio Oriente il premier israeliano uscente, Ehud Olmert, ha detto che gli Stati Uniti «hanno dato ancora una volta la prova di essere la più grande democrazia e di essere un esempio per tutte le altre democrazie nel mondo», ribadendo che Israele e Usa hanno la stessa volontà di continuare a rafforzare questi rapporti per portare avanti la pace e la stabilità in Medio Oriente.

Il presidente dell'Autorità palestinese, Abu Mazen, ha invitato Obama a operarsi per comporre in conflitto con Israele.

Il premier giapponese, Taro Aso, ha espresso le sue «più sentite felicitazioni al senatore Obama», mentre per il premier indiano, Manmohan Singh, lo «straordinario cammino verso la Casa Bianca» di Obama è «ispirazione» per il mondo intero.

Persino dall'Iran l'agenzia ufficiale Irna ha salutato la «catarsi nazionale» attraverso la quale «gli americani hanno ripudiato l'era di George W. Bush». «La vittoria a valanga di Obama ha spazzato via le ultime barriere razziali nella politica americana», scrive l'Irna, «una svolta che sarebbe sembrata impensabile solo due anni fa».

Il ministro degli esteri iracheno, Hoshyar Zebari, nel salutare la sua vittoria, ha detto che l'amministrazione Obama «non porterà ad un rapido disimpegno americano per l'Iraq».

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