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Putin: conflitto in Ossezia è un complotto per avantaggiare McCain

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Cosa ci sarebbe dietro il recente conflitto in Ossezia del Sud? Nientemeno che un disegno degli Stati Uniti per avantaggiare uno dei due candidati per le prossime presidenziali americane. Questa l'accusa lanciata dal premier russo Vladimir Putin, in un'intervista al canale americano Cnn, con riferimento non troppo oscuro al candidato repubblicano John McCain. Di nuovo Putin contro McCain, dopo che il candidato repubblicano alla Casa Bianca ha ventilato un'esclusione di Mosca dal G8. «Noi cosa dovremmo fare? Farci ammazzare per rimanere nel G8 ?» ha continuato dai microfoni della Cnn.
La Casa bianca, dal canto suo, ha reagito aspramente alle accuse di Putin. «Lasciare intendere che gli Stati uniti abbiano orchestrato quella cosa per conto d'un candidato politico, non sembra razionale», ha detto la portavoce Dana Perino. La Georgia - secondo la parte russa - ha dato il via l'8 agosto ai combattimenti in Ossezia del Sud, bombardando la capitale di Tskhinvali. Vittime dei conflitti armati, secondo le autorità dell'Ossezia meridionale, sono 2.100 persone. E ora- dice Putin – si spera che gli Stati Uniti intervengano e fermino le azioni aggressive della Georgia. «Non siamo stati noi ad aver attaccato. Noi piuttosto chiediamo garanzie di non essere più attaccati, e che nessuno uccida i nostri cittadini» ha detto Putin, con un chiaro riferimento alla maggioranza di abitanti dell'Ossezia con passaporto russo.
Il primo ministro della Federazione russa passa poi all’attacco: «Noi siamo con voi seduti a parlare pacificamente nella città di Soci» ha continuato rivolgendosi al reporter Usa. «A qualche centinaio di chilometri da qui sono arrivate le navi degli Stati Uniti con missili a bordo e armi. Non sono le nostre navi a venire da voi, sono le vostre alle nostre coste», ha sottolineato in riferimento alla situazione nel Mar Nero. Per poi tagliar corto «Non vogliamo complicazioni, non vogliamo nessuno con cui litigare. Vogliamo una buona cooperazione e il rispetto per noi e per i nostri interessi».
E rassicura l’Unione europea che le forniture energetiche non verranno utilizzate come strumento di pressione: «Non abbiamo mai politicizzato le relazioni economiche; siamo molto sorpresi che alcuni funzionari statunitensi facciano il giro dei paesi europei, per convincere gli europei a non acquistare i nostri prodotti. Questa è una drammatica politicizzazione della sfera economica. Vero è che gli europei dipendono dai nostri approvvigionamenti.
Ma anche noi dipendiamo dai nostri acquirenti»
Test di lancio missilistico oggi per la Russia, che dalla base di Plesetsk fa partire un missile balistico intercontinentale, il nuovo modello “top secret” di Topol (RS-12M ), che non era comparso lo scorso 9 maggio sulla Piazza Rossa.
Ed è stato raggiunto con successo l’obiettivo in Kamchatka . Dunque si tratta dell’ennesima sfida proveniente da Mosca, in un clima di tensione per il conflitto caucasico in corso.
Ad aggravare la situazione, giunge la dichiarazione del ministro della Difesa di Mosca, secondo cui la testata sarebbe in grado di "bucare" lo scudo Usa, per il quale si prevede, in futuro, una dislocazione con basi in Europa Orientale.
Il lancio si inserisce sulla linea tracciata in maniera diretta dall'allora presidente Vladimir Putin dal Cremlino il 18 ottobre scorso, quando il capo di stato aveva annunciato nuove armi atomiche. E aveva inoltre precisato che le forze armate russe sono destinate a svilupparsi in molteplici direzioni e non soltanto in base alla cosiddetta "triade nucleare" (ossia le forze strategiche missilistiche, l'aviazione strategica, la flotta di sottomarina nucleare).
Infatti, secondo Putin, nessun tipo di forza sarebbe stato escluso dal programma militare adottato sino al 2015.
E nei piani militari del Cremlino c’è anche la realizzazione di un nuovo sottomarino nucleare, già dal 2008. Inoltre, ha affermato il presidente, verranno disposti non soltanto complessi missilistici "Topol-M" ma anche nuovi complessi strategici. E i lavori per la creazione di una nuova base missilistica stanno procedendo «con grande successo».
Intanto dall’Unione europea giunge notizia che il secondo incontro, dopo quello di luglio, per la trattativa sul Partenariato strategico tra Ue e Russia, è previsto per il 15 e 16 settembre prossimi a Bruxelles. Ma non si escludono cambiamenti, soprattutto dopo le dichiarazioni del ministro degli Esteri francese, e presidente di turno del consiglio Affari esteri dell'Ue, Bernard Kouchner, il quale ha affermato che l'Europa «prospetta sanzioni» verso la Russia a causa della questione georgiana. «Non posso anticipare io stesso che genere di sanzioni – ha continuato Kouchner - dato che la riunione non ha ancora avuto luogo, ma stiamo lavorando su questo con i nostri 26 partner. Intendiamo elaborare un testo forte, che esprima la nostra volontà di non accettare la situazione in Georgia». È la prima volta che il governo francese, che presiede questo semestre l'Unione europea, evoca la possibilità di sanzioni contro la Russia.
Riguardo alle sanzioni tutto sarà deciso nel vertice di lunedì; ma la sospensione delle trattative per il partenariato potrebbe essere una delle questioni prese in esame. Non si è fatta attendere la risposta della Russia, dopo le dichiarazioni di Kouchner: «Questa è la dimostrazione – ha detto il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov - che il tesoruccio di alcune capitali occidentali (ossia il presidente georgiano Mikhail Saakashvili, ndr) non ha soddisfatto le aspettative».
Saakashvili nel frattempo ha chiesto che la Georgia venga ammessa urgentemente nell'Alleanza atlantica (Nato). «Quello di cui abbiamo immediatamente bisogno – ha continuato il presidente georgiano sulla rete televisiva nazionale lituana - è l'adesione, non il Piano d'azione per l'adesione (Map, Membership Action Plan) e neanche un periodo di transizione». «Se la Nato dimostra debolezza - ha aggiunto - come è stato nel caso di Bucarest (il summit in cui non è stato garantito il Map alla Georgia, ndr.), la minaccia a tutti i paesi, compresi quelli della Nato, resterà in piedi». Secondo Saakashvili, infatti, la Russia punta a far tornare la sua influenza sul Caucaso, sui Paesi baltici, sull'Asia centrale, fino al «ritorno dell'Unione sovietica».
Intanto arrivano nuove dichiarazioni riguardo alla flotta russa del Mar Nero, con comando a Sebastopoli, in Ucraina. «Gli accordi internazionali – ha affermato il presidente russo Dmitri Medvedev, commentando l'accordo speciale sulla flotta tra Mosca e Kiev - hanno priorità rispetto alle decisioni delle autorità locali». Nei giorni scorsi inoltre la flotta russa ha ricevuto il comando di sorvegliare i movimenti delle navi di Paesi Nato nel Mar Nero. Ad aggravare ulteriormente la situazione già critica, l’Ucraina fa sapere oggi di voler discutere un aumento del canone che la Russia paga a Kiev per l'utilizzo della base navale di Sebastopoli sul Mar Nero.

 


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