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IRAN/ Segnali preoccupanti dal golfo Persico. Una lunga partita a scacchi sul filo del rasoio

L'agenzia di stampa ufficiale della repubblica islamica ha dichiarato di essere pronta a reagire a un eventuale attacco della marina americana. Una dichiarazione che arriva dopo l'annullamento della riunione dei 5+1 e il veto della Russia di imporre sanzioni. Navi americane in Medio Oriente e russe ai Caraibi

scacchimondoR375_10set08.jpg (Foto)

L'Iran è pienamente preparato per un confronto con la marina degli Stati Uniti. Lo scrive l'Irna, l'agenzia di stampa ufficiale della repubblica islamica.

All'Irna il generale Ali Fadavi, capo della marina dei Guardiani della rivoluzione iraniani, ha spiegato che il Paese ha "completamente pianificato" un confronto con qualunque nave statunitense. Ha ggiunto che i missili iraniani possono colpire le navi da guerra statunitensi nel Golfo Persico, nel Mare di Oman e in parte dell'Oceano Indiano.

Le autorità di Teheran elogiano spesso le capacità militari iraniani, tra i timori che gli Stati Uniti stiano valutando un attacco contro gli impianti nucleari del Paese. Washington ha detto di privilegiare una soluzione diplomatica. L'Occidente teme che il programma nucleare iraniano sia una copertura per la proliferazione nucleare, accusa che la repubblica islamica smentisce seccamente.


 

È saltato poi il finora previsto incontro ministeriale del cosiddetto '5+1', che dopodomani, a New York, sarebbe stato dedicato all'Iran e al suo controverso programma nucleare: lo ha annunciato Sean McCormack, portavoce del Dipartimento di Stato americano. «La riunione dei ministri del '5+1' non ci sarà», ha tagliato corto McCormack. Fonti governative statunitensi già in precedenza avevano lasciato intendere che era a rischio di annullamento l'appuntamento di giovedì tra il segretario di Stato americano, Condoleezza Rice, e i ministri degli Esteri degli altri Paesi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, Cina, Francia, Gran Bretagna e Russia, più quello della Germania. La ragione indicata era il fatto che Mosca aveva fatto sapere di non vedere l'utilità di un vertice del genere a margine dei lavori per l'annuale sessione ordinaria dell'Assemblea Generale dell'Onu, in corso al Palazzo di Vetro. I sei avrebbero dovuto fare il punto della situazione sul programma nucleare iraniano, ed esaminare la possibilità di imporre per la quarta volta sanzioni internazionali a carico di Teheran dopo che l'Aiea, l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, ha confermato come le attività di arricchimento dell'uranio proseguano. «Non vediamo alcun 'allarme anti-incendio' che ci imponga di lasciare da parte altre questioni, nella settimana dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite che è già di per sé estremamente piena di impegni, e di incontrarci in una riunione d'emergenza sul problema del nucleare iraniano», ha osservato dal canto suo Andrei Nesterenko, portavoce del ministero degli Esteri russo. Nesterenko non ha tuttavia spiegato se ciò significasse che il titolare del dicastero, Serghei Lavrov, non avrebbe comunque preso parte all'incontro.


 

Per quel che concerne gli articoli recentemente pubblicati sul nostro sito in merito a possibili venti di guerra occorre fare un punto meditato sulla situazione:

In primo luogo tener ben presente che anche la Corea del Nord sta rialzando la testa e ha riattivato, in barba alle interdizioni, la propria centrale nucleare.

Alcune navi russe sono poi dirette verso i Caraibi.

A fronte di queste osservazioni l'impressione prevalente è che si stia giocando una partita su diversi tavoli per dissuadere gli Stati Uniti dal concentrare le proprie forze militari nel golfo Persico.


 

Attualmente la portaerei Reagan si sta dirigendo nel golfo di Oman mentre la Roosevelt sta puntando verso il canale di Suez, in Egitto.

 

La sequenza degli avvenimenti potrebbe essere questa:

La richiesta di sanzioni per l'Iran: l'incontro dei 5+1 è saltato a causa del rifiuto della Russia. In secondo luogo lo scandalo della nave sequestrata dai pirati somali potrebbe avere conseguenze imprevedibili. È poi da considerare che la richiesta di blocco navale non è stata accolta nella riunione, ma è possibile che Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e NATO la attuino ugualmente. L'esercito iraniano sta minando lo stretto di Hormuz, a sud del golfo Persico. Un attacco dei missili antinave iraniani darebbe sì l'opportunità agli Stati Uniti di avere un casus belli, ma sarebbe davvero devastante, considerando la loro famigerata efficacia.

Questa sequenza può essere interrotta o rimandata in ogni momento, ci si augura che non porti a conseguenze disastrose.

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