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GAZA/ Se Israele non compie un “sussulto di saggezza” le conseguenze potrebbero essere nefaste…

Pubblicazione:giovedì 1 gennaio 2009

Foto (Israele-fiorentina) Foto (Israele-fiorentina)

Come giustamente sottolinea il Ministro degli esteri Franco Frattini la “sconsiderata” violazione della tregua da parte di Hamas è un atto vergognoso e ingiustificabile. Allo stesso tempo sono più di 350 i motivi che mi rendono certo del fatto che anche Israele sbaglia. Tante sono le persone, tra le quali moltissimi civili, rimaste uccise dai raid israeliani a Gaza.

 

Questo è il primo e prioritario aspetto che va sottolineato con forza, perché una strage simile non era affatto inevitabile, lo scontro armato, l’atto che viene chiamato “rappresaglia” da parte di Israele non costituisce l’unico orizzonte possibile. Non si può ragionare in astratto senza tenere conto degli effetti di un’azione di guerra.

 

Nel mondo occidentale democratico tutti quanti siamo bramosi di intravedere finalmente uno spiraglio che ci faccia intravedere la soluzione pacifica a un conflitto che da troppo tempo sta insanguinando la Terrasanta. Questa premessa era obbligatoria perché i morti innocenti pesano sempre, sono sempre il peso più grande per chi gestisce gli equilibri internazionali.

 

Israele non può certo accettare inerme che la propria popolazione civile resti sotto scacco dei missili terroristici di Hamas, che resta un attore con il quale non si può dialogare e al quale forse, in passato, sono state comminate anche meno sanzioni di quante effettivamente meritasse. Ma in questo momento sono tutti d’accordo sul fatto che l’ipotesi di un intervento prolungato e ancora più risoluto con l’obiettivo di estirpare definitivamente il cancro di Hamas sarebbe in primo luogo una tragedia dal punto di vista umanitario, un immane spargimento di sangue che nuocerebbe soprattutto al popolo israeliano.

 

E allora perché una reazione tanto sproporzionata? Quello di indebolire in maniera decisiva la struttura militare è davvero l’unico modo per costringere Hamas ad accettare una tregua vera? Davvero la volontà politica di Israele era paralizzata dai missili di Hamas? Non possiamo certo far finta che queste 36 ore di bombardamenti strategici non abbiano avvantaggiato Israele anche sul piano politico in previsione di un futuro tavolo di trattativa con Hamas. Ma la veemenza e la sproporzione dell’intervento fanno pensare ad almeno altri due possibili scopi complementari a cui mirava il Governo israeliano.

 

Il rapporto con gli Stati Uniti d’America e la protezione che questi possono garantire è da sempre un crocevia fondamentale: in primo luogo Israele vuole quindi capire da che parte stanno i “nuovi” Stati Uniti di Obama, o meglio in che misura Obama sarà filoisraeliano, se sarà più o meno amico di quanto lo è stato George W. Bush. Inoltre l’intenzione di Israele sembra essere quella di parlare a nuora perché suocera intenda, attacca cioè gli integralisti di Hamas per far uscire allo scoperto gli altrettanto integralisti di Hezbollah, avendo ben impresse nella mente le vicende libanesi di due anni fa.

 

La reazione di Hezbollah non si è fatta attendere, il leader del movimento sciita Hassan Nasrallah, si è subito rivolto «ai popoli arabi e musulmani», esortandoli «a continuare la mobilitazione a tutti livelli», e a esser «pronti a eseguire ogni tipo di decisione». Nasrallah ha dichiarato che i suoi combattenti sono allertati per fronteggiare una possibile «nuova aggressione del nemico israeliano».

 

Quest’ultima considerazione rinforza e ci fa meglio comprendere l’urgenza di un cessate il fuoco permanente, e la necessità di restituire legittimità ad Abu Mazen e all’Autorità Nazionale palestinese per non spezzare in maniera irreversibile il sottile filo del dialogo. Il primo passo deve venire da Israele, che deve assolutamente prendere in grande considerazione le proposte dell’Unione europea a cui farà seguito un Risoluzione delle Nazioni Unite. Da Israele deve partire il “sussulto di saggezza” auspicato da Benedetto XVI.



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COMMENTI
04/01/2009 - Quale domani? (Alberto Pennati)

Credo che in certe situazioni se non si fossero attuate scelte drastiche Hitler “avrebbe passato la mano” per morte naturale (ma il regime sarebbe rimasto in piedi e chissà per quanto - l’Unione Sovietica ed i paesi da lei invasi, con i loro milioni di morti, ne sono testimonianza). Certo il Signore può tutto e sicuramente non preghiamo abbastanza. Sul fatto di essere europei fieri, non penso si debba esserlo così tanto, visto che la costituzione Cee non ritiene il cristianesimo valore fondante dell’Europa; se poi limitiamo il discorso alle parti in lotta, l’Europa e l’Italia hanno stanziato ed erogato fondi alla causa palestinese che – purtroppo – non sono stati utilizzati per trattori, case, fabbriche ecc.

 
03/01/2009 - Ricordarsi del valore della vita (Roberto Arrigoni)

Tra i commenti noto con stupore che alcuni incitano a soluzioni belliche definitive ("andare fino infondo"). Spero di aver capito male, mi auguro un sussulto di saggezza da parte di Israele ma anche che il Signore illumini le menti palestinesi offuscate dalla cultura dell'odio, aprendo un negoziato che permetta ai due popoli di vivere in pace. Quanti trattori si potrebbero acquistare al prezzo di un razzo o un missile? La CEE produce risorse per la pace altri regalano missili. in questa circostanza sono fiero di essere Italiano e Europeo due presenze per la pace.

 
02/01/2009 - SAGGEZZA PROBABILE DA ISRAELE DIFFICILE DA HAMAS (Alessandro La Rosa)

Israele ha tutto l'interesse alla fine di compiere un sussulto di saggezza ma sarà difficile dialogare con Hamas sostenuta dall' Iran che vorrebbe far sparire Israele e il popolo Ebraico.La guerra ripugna e resta un'avventura che non vede futuro ma Hamas, che è nella lista "nera" dei gruppi terroristici dell'Unione Europea, non ha mai dimostrato di voler pacificare i rapporti con Israele.Anzi fece saltare gli accordi di Oslo dove Ehud Barak -allora premier israeliano-nel92'aveva concesso molto ad Arafat. Ma i siriani, foraggiatori attuali con iraniani di hamas,non potevano tollerare quel ragionevole compromesso per la pace in medioriente.E poi Hamas è islamica e anticristiana, visto quante famiglie cristiane palestinesi devono scappare da Gaza perchè minacciate e ricattate dalla stessa hamas.E allora come arrivare alla pace? La saggezza la auspico anche da quei paesi arabi che possono indurre Hamas a deporre le "armi" e l'odio antisraeliano-anche se non sarà facile- che hanno tutto l'interesse per la pace non solo nell'area mediorientale ma soprattutto con Israele che ha bisogno a sua volta del sostegno dell'Europa. Non foss'altro che resta l'unica vera democrazia del medioriente.Chi nega e attacca Israele nega la pace ai palestinesi. E mi chiedo: ma perchè i palestinesi non mettono al sicuro, il più possibile, i bambini dalle zone di guerra, come farei io per proteggere mio figlio? Pregare,agire e sperare per la pace vera perchè in fondo è "Dio che fa e compie la storia".

 
02/01/2009 - Ipocriti (Dante Salme')

Quando Israele si difende, perchè di questo e non di altro si tratta, è un diluvio di ben pensanti che ci annegano in un mare di melassa. "Reazione sproporzionata", "la pazienza è l'arte dei forti", "a quale scopo mira veramente Israele", "attacco indiscriminato", "strage di civili" ..... Basta, per piacere! Avremmo tutti gradito un tale spremersi di meningi in uno qualunque dei 30 giorni circa intercorsi tra l'inizio (piuttosto l'intensificarsi) del lancio dei missili di Hamas sulla popolazione inerme israeliana che vive a ridosso della frontiera e l'inizio della reazione di autodifesa israeliana, rivolto questa volta ai criminali islamisti di Hamas. Avremmo gradito una qualche parvenza di critica verso il corpo europeo di controllo al valico di Rafah, che ha regolarmente fatto passare armi, esplosivo e denaro per Hamas senza battere ciglio. Avremmo favorevolmente ascoltato un qualunque miagolio per chiedere la liberazione del soldato israeliano da due anni sequestrato dai terroristi. Ci saremmo commossi nell'ascoltare un bonario rimbrotto al terrorista Nizar Rayyan che, avvertito da Israele che entro un quarto d'ora lo avrebbero centrato, ha preferito farsi esplodere con sua moglie e i suoi figli innocenti. Invece niente. Non siete credibili; sareste ridicoli, non foste tragicamente filo-arabi.

 
01/01/2009 - Israel from the eyes of an American (Esmeralda Negron)

I respond to this article in English because I wish to be precise. Although a surge of wisdom might certainly be beneficial, I think that a surge of humility might be more necessary. Sin is sin and I don't think that its nature varies much when in corporate form (a State is made up of individuals). My experience tells me that unless I am willing to concede (and give up, if necessary) the notion that I could be wrong in the unassailable rightness of my position, no progress can be made to right what is wrong first and foremost in my heart. So a surge of wisdom would not serve a person who cannot have the simplicity of saying, "perhaps I am wrong." That requires a surge of humility. I pray that Israel use its freedom to accept the grace waiting to be received. The same, of course, can be said of Hamas and Hezbollah. Chicago, IL USA

 
01/01/2009 - Israele è cascato nella trappola (Francesco Giuseppe Pianori)

Israele è caduto nella stessa trappola tesagli da Hezbollah in Libano. "La pazienza è la virtù dei forti" dice un proverbio. La pazienza nasce dalla speranza. "Forti di tale speranza siamo ripieni di sicurezza" dice l'ebreo Saulo di Tarso (S. Paolo, 2 Cor. 3,12) "Noi infatti ci affatichiamo e combattiamo perché abbiamo posto la nostra speranza nel Dio vivente" (1 Timoteo 4,10) Israele è il popolo di Dio primogenito di tutti i popoli, per la gloria di Dio. Se dimentica questo è finito. La lotta di Hamas contro Israele è per fare fuori questa presenza di Dio nel mondo. Se Israele sceglie altri dei, altra certezza, non ha speranza. Ecco perché la presenza dei cristiani, la voce del Papa, è richiamo a questa verità. E' Dio che fa la storia, che compie, che rende stabile la Casa di Israele.

 
01/01/2009 - Sussulti di saggezza (Alberto Pennati)

Capisco che il Papa inviti a non utilizzare le armi; capisco che si chieda ad Israele di operare con saggezza (sull'altro versante non sanno neanche cosa sia). Ricordiamoci certe passeggiate sottobraccio tra i signori palestinesi e certi signori di sinistra, immagine piuttosto vomitevole. Ma Israele troppe volte ha creduto che il dialogo potesse risolvere certe situazioni. Ora che vada fino in fondo, senza tentennamenti.

 
01/01/2009 - considerazioni (maria rita Polita)

Sono una ignorante in politica, ma perchè non diciamo con chiarezza che la dirigenza palestinese non considera che carne da macello i propri fratelli abitanti nella striscia di Gaza(tributo che è disposta a pagare, senza troppi rimorsi, perchè il "mondo" possa com-muoversi per la sorte del Popolo palestinese....magari prescindendo dalla giustizia), e i nostri fratelli maggiori, gli Ebrei, sono così "gnucchi" e "ligi", da non saper vedere oltre la Legge(se pur con L maiuscola)? il "mondo" non deve fare da "giudice"* nella questione, decidendo chi ha ragione, ma deve "porgersi" come amico, amico della Pace. (non c'è pace senza giustizia e non c'è giustizia senza verità). * così sempre mi dice un nostro confratello quando si trova tra me e mio marito che litighiamo.

 
01/01/2009 - Attendiamo il sussulto di saggezza (Giuseppe Crippa)

Premetto che una persona comune come me forse farebbe meglio a non commentare un avvenimento tanto tragico come questo nuovo atto di guerra, e meno ancora le future possibili scelte dei contendenti, ma credo anche che il pacato confronto delle opinioni possa comunque essere utile, e quindi mi esprimo così: Anch’io concordo col Santo Padre nell’auspicare un sussulto di saggezza alle due parti in causa. Non penso però, a differenza di Mauro, che sia giusto chiederlo solamente ad Israele e più ancora chiederglielo adesso. Se Israele è davvero convinto che sia giunto il momento di ridurre all’impotenza Hamas, è bene che provi a farlo fino a quando Hamas si arrenda (sul serio, ovviamente, e non per finzione). Sarà saggio e doveroso, allora, cogliere questa immediatamente questa opportunità, se mai si presentasse, senza infierire.