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OSCE/ Mario Mauro nominato rappresentante per la lotta alle discriminazioni religiose

Il vicepresidente del Parlamento europeo ha ricevuto ieri questo incarico. Soddisfazione anche dal Ministro Frattini

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In occasione della riunione di ieri del Consiglio Permanente dell'Osce, l'organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa con sede a Vienna, il presidente in esercizio, il ministro degli esteri greco, Dora Bakoyannis, ha annunciato ai rappresentanti dei 56 Stati membri la nomina dell'On. Mario Mauro, Vice Presidente del Parlamento Europeo, a ''Rappresentante personale del Presidente per la promozione della tolleranza e la lotta al razzismo ed alla xenofobia, con focus particolare per la discriminazione contro i cristiani e i membri delle altre religioni''.

 

La scelta di designare l'On. Mauro «costituisce motivo di viva soddisfazione per l'Italia», ha commentato in un messaggio fatto pervenire all'Osce il ministro degli esteri italiano, Franco Frattini. Essa rappresenta soprattutto, ha sottolineato Frattini, «un significativo riconoscimento del ruolo svolto dal nostro Paese in seno all' Organizzazione, nonché dell'impegno italiano nella lotta alla discriminazione e nella promozione del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, anche alla luce dell'accresciuta azione italiana a favore della tolleranza religiosa, della protezione delle comunità cristiane e della promozione del dialogo tra fedi e culture».

 

Il vicepresidente del Parlamento europeo ha commentato così il suo nuovo incarico: «Questa nomina riconosce il lavoro svolto anche in Parlamento sulla scia dei risultati conseguiti in questi anni in cui ho ricoperto la carica di Vicepresidente del Parlamento europeo con delega ai rapporti con le chiese e le altre comunità religiose, non da ultimo la Risoluzione in cui per la prima volta si chiedeva di mettere fine alla persecuzione dei cristiani nel mondo. Sarà mio sforzo costante adoperarmi per continuare la battaglia per sconfiggere l’intolleranza e la discriminazione religiosa. In questo caso il mandato è anche più ampio, perché si tratta di collocare tali problematiche nel più vasto impegno contro il razzismo, la xenofobia e la discriminazione».

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