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Esteri

VATICANO/ Un cubano a Roma, ecco perché Obama ha scelto Miguel Diaz

Miguel Diaz, nuovo ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede, ha presentato oggi le sue credenziali al Papa

Oggi, 2 ottobre, Miguel Diaz, nuovo ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede, ha presentato le sue credenziali a Benedetto XVI. Diaz è professore di Teologia alla St. John’s University and the College of St. Benedict nel Minnesota, è stato nominato dal presidente Obama nel giugno e confermato dal Senato nell’agosto di quest’anno. Il professor Diaz ha 45 anni, è nato all’Avana, è sposato con una docente della stessa università, ha quattro figli e parla inglese, spagnolo e italiano. È uno studioso del teologo Karl Rahner e un profondo conoscitore della teologia della liberazione. Durante la campagna presidenziale è stato un sostenitore di Obama presso il mondo cattolico, particolarmente tra gli ispanoamericani, ma è considerato un sostenitore del diritto alla vita.

Alla presentazione delle credenziali, il nuovo ambasciatore ha dichiarato che le priorità evidenziate nell’ultima enciclica papale sono le stesse del presidente Obama, che è rimasto molto colpito dall’incontro con il Pontefice. Dal suo canto, Benedetto XVI ha contraccambiato a Obama l’apprezzamento per l’incontro dello scorso luglio e, nel ricordare che quest’anno ricorrono i venticinque anni dall’instaurazione di relazioni diplomatiche formali tra Santa Sede e Stati Uniti, ha espresso il suo augurio che continui un dialogo fruttuoso e la collaborazione nell’affrontare i temi della promozione della dignità umana, del rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo e del servizio alla giustizia, alla solidarietà e alla pace per tutta la famiglia umana, e non più solo sotto il profilo individualistico o di stretto interesse nazionale.

Il Papa ha anche aggiunto che durante la sua visita pastorale negli Stati Uniti ha incontrato una democrazia viva, dedita al servizio del bene comune e informata alla visione di uguali opportunità fondata sulla dignità e libertà che Dio ha dato ad ogni essere umano. Ha sottolineato poi, che il permanere della crisi economica internazionale richiede una revisione delle attuali strutture politiche, economiche e finanziarie alla luce dell’imperativo etico di assicurare lo sviluppo integrale di ogni popolo, una globalizzazione cioè ispirata da un autentico umanismo, i cui i popoli si considerino non dei semplici vicini, ma come fratelli e sorelle.

Un altro importante punto toccato dal Papa è stato il tema del diritto alla vita, inalienabile dal momento della concezione a quello della morte naturale, unito a quello della obiezione di coscienza per chi lavora nella sanità e per tutti i cittadini, sottolineando che la Chiesa vede come inscindibile il legame tra l’etica della vita e ogni altro aspetto della morale sociale.

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