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TEMPI IN EDICOLA/ La lunga persecuzione della Chiesa in Eritrea

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E inoltre nessun buon cattolico potrebbe mai assistere inerte allo spettacolo attualmente in corso in Eritrea: cristiani imprigionati e torturati per costringerli ad abiurare la propria fede e aderire a un’altra, in questo caso quella della Chiesa copta ortodossa irregimentata. Perché questo è ciò che sta succedendo in questi giorni nell’ex prima colonia italiana in Africa: cristiani evangelici e pentecostali vengono detenuti in prigioni sotterranee o in container esposti al sole, legati o ammanettati braccia e gambe dietro la schiena e faccia a terra, picchiati a sangue, privati di cibo e cure mediche, il tutto per far loro abiurare la fede cristiana.

 

Toccante è il racconto che ne ha fatto la cantautrice Helen Berhane, fedele della Rhema Church, esule in Danimarca dopo due anni e mezzo di prigionia dentro a un container rovente e di torture che l’hanno lasciata semiparalizzata alle gambe nonostante la giovane età (35 anni). Nei primi sette mesi del 2009 già tre cristiani eritrei imprigionati sono deceduti per maltrattamenti e mancate cure.

 

Traditore chi crede nei miracoli

Tutto questo è cominciato nel 1995, quando il governo del Fronte popolare per la democrazia e la giustizia, erede del Fronte popolare di liberazione dell’Eritrea (Fple) che aveva guidato la trentennale lotta per l’indipendenza dall’Etiopia, emise un decreto che stabiliva che nel paese sarebbero stati ammessi solo quattro culti: il copto ortodosso, l’islamico, il cattolico romano e il protestante luterano.

 

L’Fple, di estrazione marxista-leninista benché l’Unione Sovietica durante la guerra appoggiasse l’Etiopia, negli anni della guerriglia aveva cercato di imporre il socialismo scientifico ateo come sola visione del mondo, ma il realismo lo spinse a riconoscere l’esistenza della religione nell’Eritrea indipendente. In base a un numero limitato di culti, però: per non favorire nuove divisioni all’interno del popolo in aggiunta a quelle già esistenti e consolidate, e per potere nel tempo più facilmente prendere il controllo di queste istituzioni.

 

Dopo la guerra del 1998-2000 con l’Etiopia, che tanti danni ha causato all’uno e all’altro paese, la difesa dell’unità della nazione e del popolo è diventata un’ossessione paranoica. Gruppi politicamente innocui come i testimoni di Geova sono diventati improvvisamente, a causa della loro ostilità al servizio militare, traditori della nazione, mentre il pullulare di congregazioni pentecostali di origine americana è stato visto come un attentato all’unità del popolo eterodiretto dagli imperialisti americani, anche se le loro principali attività parevano essere il canto sacro, la lettura della Bibbia e l’invocazione di miracoli.

 

Nel 2002 il governo emise un decreto con cui imponeva ai gruppi non coincidenti con i quattro culti ammessi di registrarsi presso l’ufficio per gli affari religiosi. Era una trappola: le informazioni richieste per la registrazione (indicazione delle sedi, dei nomi degli aderenti, delle modalità di finanziamento, eccetera) sono servite per la persecuzione capillare degli incauti richiedenti.

 

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