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USA/ Salamon (Johns Hopkins University): una sanità contro la logica del profitto

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Anche in questo caso penso che spesso il dibattito in corso sia molto ideologico. Negli scorsi mesi ci sono state campagne molto decise dei repubblicani contro la riforma che spesso prospettavano però un quadro diverso da quello reale.

 

E quale sarebbe il quadro reale?

 

Oggi il ruolo del mercato nel sistema sanitario americano è eccessivo e questo fa crescere i costi impedendo a tutti i cittadini di essere coperti sulle spese mediche. Ci sono quindi due visioni, una ideologica e una empirica: bisognerà vedere quale prevarrà. Ritengo che bisognerebbe discutere di più dei problemi reali della sanità americana e di come risolverli più che concentrarsi su discussioni ideologiche.

 

Secondo lei con questa riforma il sistema sanitario americano si avvicinerà ai modelli europei?

 

Potrebbe assomigliare ad alcuni modelli, come quello tedesco, ma sostanzialmente il sistema americano è e resterà diverso. Infatti la proposta di riforma non modifica la struttura del nostro sistema sanitario nel suo complesso: vengono solo inserite alcune misure (la public option, l’impossibilità per le assicurazioni di negare la copertura a chi è molto malato, l’obbligatorietà di sottoscrizione di una polizza, ecc.) in una struttura che rimane sostanzialmente la stessa. I sistemi europei hanno delle caratteristiche strutturali molto diverse, principalmente quella del finanziamento del sistema da parte dello Stato attraverso le tasse.

 

Cosa pensa dei sistemi sanitari europei? Secondo lei il sistema americano vi si dovrebbe avvicinare?

 

L’unico modo per esprimere un giudizio valido su modelli diversi è quello di compararli sui risultati di performance che producono. In molti casi i sistemi europei hanno risultati migliori. Ad esempio l’aspettativa di vita negli Stati uniti è più bassa e questo non è accettabile.

 

Questa riforma può fornire le risposte ai problemi della sanità americana?

 

Come dicevo prima penso che la riforma avrà un impatto positivo. Per capirne bene la portata bisognerà vedere quale sarà il testo che uscirà dopo la votazione al Senato. In particolare per quel che riguarda tre punti chiave: la public option (ad esempio bisogna vedere se gli stati avranno la facoltà di decidere se svilupparla o meno sul loro territorio), la questione dell’aborto (finanziamento statale o meno, questo è importante per capire come voteranno alcuni senatori) e il finanziamento della riforma (secondo alcuni le forme di finanziamento prospettate ad oggi, come un aumento delle tasse per i più ricchi, non vanno bene).

 

Qual è il problema principale da risolvere nella sanità americana?

 

Sicuramente quello del contenimento dei costi, che sono elevati, e quello del mercato assicurativo che finora non è stato adeguato. Ad esempio alcune compagnie assicurative for profit in passato hanno promosso piani assicurativi per i “sani” a prezzi più bassi di quelli di compagnie assicurative non profit molto più grandi che coprivano molte più persone anche più gravi. Così a quest’ultime compagnie sono rimasti i soggetti più malati e quindi i loro premi assicurativi sono aumentati. La logica del profitto spesso crea delle distorsioni e le persone poi ci possono rimettere: spero che la riforma sanitaria possa migliorare questo aspetto.

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