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USA/ Salamon (Johns Hopkins University): una sanità contro la logica del profitto

Dopo l’approvazione alla Camera, la riforma sanitaria Usa passa all’esame del Senato. Andranno tenuti d’occhio tre punti chiave: la public option, il finanziamento agli aborti e il costo complessivo della riforma

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Nella sua campagna per la Casa Bianca, il presidente americano Barack Obama aveva puntato anche sulla riforma della sanità, in modo da poter coprire tutti quei cittadini che sono sprovvisti di un’assicurazione. Dopo un inizio travagliato, alla fine della scorsa settimana il progetto di Obama ha superato il vaglio della Camera dei rappresentanti. Un importante passo avanti per una riforma che è stata, secondo Lester Salamon, direttore del Center for Civil Society Studies della Johns Hopkins University di Baltimora, troppo inquinata da un dibattito ideologico.

 

Professor Salamon, pensa che la riforma sanitaria proposta da Obama sarà approvata definitivamente, anche dopo la votazione in Senato?

 

Bisogna vedere se cambierà qualcosa dopo la votazione al Senato e quale sarà la sintesi con la proposta votata alla Camera dei rappresentanti, ma penso che in qualche modo la riforma sarà approvata.

Pensa che la riforma avrà un impatto positivo sul sistema sanitario americano?

 

Sì, sono convinto che avrà un impatto positivo; resta da capire quanto sarà grande. Penso che l’inserimento della public option (l’opzione pubblica, cioè un’assicurazione sanitaria “statale”) sia uno dei punti essenziali e più importanti della proposta di riforma, perché si spera che permetterà di abbassare anche i costi delle assicurazioni private (essendo in concorrenza con esse).

Una proposta che può incontrare ostacoli?

Più che altro su questo punto il dibattito è molto ideologico: molti americani che usufruiscono di Medicare (l’assicurazione pubblica che copre gli over 65) si dichiarano contro la public option perché pubblica, senza sapere che lo è anche la loro. Penso che su questa questione del rapporto tra il mercato delle assicurazioni e il coinvolgimento dello stato nel garantire l’assistenza a un maggior numero di persone, ci sia troppo spesso un dibattito ideologico che non entra poi nel merito specifico delle questioni.

In generale com’è percepita questa riforma dai cittadini americani?

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