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Esteri

VIDEOGIOCO SHOCK/ Il Flash game dove si picchia a sangue una donna servirà a ridurre la violenza?

Se volevano far parlare di sé, i realizzatori del di un sito danese lo hanno fatto sicuramente. Ma se fosse stato un clamoroso autogol?

HIT THE BITCH - Se volevano far parlare di sé, i realizzatori del di un sito danese lo hanno fatto sicuramente. Ma quella che doveva essere una campagna contro la violenza sulle donne, che in Danimarca - stando ai dati diffusi sempre dallo stesso sito - ha raggiunto proporzioni spaventose, rischia di diventare un clamoroso boomerang.

Il videogioco è davvero crudele: una bella ragazza bruna appare in uno spazio grigio e comincia ad apostrofare il videogiocatore a muso duro. "Ballo con chi mi pare hai capito?".

Subito arriva maligna la voce fuori campo "Non riesci a tenere a bada la tua donna? forse un paio di schiaffi possono aiutare".

E così parte il massacro. La mano del video giocatore compare aperta davanti al volto della ragazza. E il giocatore più colpirla. Ancora. E ancora. E ancora.

Compaiono i lividi, lei insulta e tenta una difesa a parole sempre più stanca. Sempre più debole quando alla fine, completamente tumefatta, cade a terra per non rialzarsi, scossa da un pianto sommesso sottolineato da una musica leggera.

Il videogioco "hit the bitch", che per decenza non tradurremo in italiano, può essere giocato con il mouse o anche solo mimando con la mano il gesto dello schiaffo tramite i sensori di movimento legati alla webcam presente oggi in quasi tutti i pc.

Le critiche non si contano nel web perchè il gioco - ed effettivamente è proprio così - stimola la violenza molto più che il senso di colpa. Gli schiaffi si susseguono uno dopo l'altro, in una crescente bramosia di vedere la prossima ecchimosi che effetto potrà produrre.

Stavolta l'effetto della pubblicità è davvero clamorosamente opposto a quello che si voleva provocare. Così, mentre la barra della violenza sale da "Femminuccia" a "Gangster", davvero quello che si colpisce è il buon gusto e c'è da temere che non riuscirà nell'intento di diminuire la violenza sulle donne. Speriamo che al meno non la aumenti, dato che nel solo primo giorno di vita il sito è stato visitato da quasi 75mila utenti.