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IRLANDA/ Waters: la mano di Henry è una seconda disgrazia, altro che sfortuna

Pubblicazione:martedì 24 novembre 2009

Irlanda_BandieraR375_24feb09.jpg (Foto)

Si pensi a NAMA (National Asset Management Agency), l’agenzia creata per gestire gli elevatissimi livelli di debiti “tossici” residuati dalla crisi: la gente pensa istintivamente che sia un errore, perché è stata costituita su considerazioni tecniche e pragmatiche e non per rimettere a posto le cose dal punto di vista etico. Se i politici non si rendono conto di questo, come possono chiedere ai francesi di accettare di rigiocare una partita?

 

Se un cittadino non tiene fede a un obbligo diventa un fatto morale ed è assoggettato a interessi e penalità, finisce svergognato sui giornali e rischia perfino di finire in prigione. Perché tutto questo non viene applicato a livello macroscopico? Se i soldi dei contribuenti vanno alle banche per consentir loro di ripartire dopo una crisi che loro stesse si sono procurate, perché gli stessi contribuenti devono continuare a pagare il pieno valore di prestiti contratti negli anni di follia?

 

I politici ci dicono che le banche sono essenziali per la nostra sopravivenza e che non si possono di conseguenza applicare principi morali. Il conflitto sembra coinvolgere due interessi contrapposti che ci toccano entrambi e, come nel calcio, il cittadino deve concludere che il vero problema è di non essere sufficientemente grande perché la sua situazione possa essere considerata nella giusta prospettiva morale.

 

L’episodio di Henry ci dà un buon pretesto per esprimere emozioni non esprimibili, o che apparirebbero anarchiche, nel contesto politico-economico. Ma rimane un pretesto e con il calcio è facile, perché possiamo scaricare la nostra rabbia su un gruppo di semi anonimi personaggi della Fifa e, comunque, se la decisione di rigiocare la partita portasse all’ingovernabilità, questo non sarebbe un nostro problema.

 

Ma se chi dichiara il proprio impegno a rispettare le regole ci dice che le regole sono in seconda linea rispetto al risultato, cosa se ne farà la persona comune del suo innato senso della giustizia naturale, la forza cioè che gli fa rispettare le regole? Potrebbe finire per chiedersi se le regole esistano per consentire agli imbroglioni di arricchirsi.



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COMMENTI
24/11/2009 - ebbene...sì! (Alberto Speroni)

fatta la Legge...trovato l'inganno! si applica quel che si vuole ,quando si vuole e come si vuole!l'INTERPRETAZIONE E'la LEGGE che guida il LIBERO ARBITRIO! non si spiegherebbero altrimenti i processi infiniti con sentenze capovolte che gridano vendetta o giustificazioni ridicole al punto di dubitare della sanità mentale di chi le fa!la Legge è applicata in base al giudizio soggettivo di chi si trova davanti un povero diavolo o il potente di turno:cavillo per cavillo ,stessa legge ,stesso reato ,stesse circostanze:"tu"in galera,l'"altro" impunemente libero!...tornando al calcio e alla correttezza di chi lo pratica ,non vedo nè premi ,nè borse di studio,nè monumenti a quanti ,ribellandosi ad una palese ingiustizia certificata dal regolamento-Legge..hanno tirato VOLUTAMENTE fuori il calcio di rigore ingiusto!ONORE ai CUORI RIBELLI!!!