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USA/ Obama trema, i repubblicani si aggiudicano due roccaforti

Pubblicazione:giovedì 5 novembre 2009

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Malgrado siano state elezioni dall’impronta fortemente locale (anche se i due Stati sono rilevanti), il dato che emerge è preoccupante per i democratici: la coalizione di Obama non ha tenuto, si è assottigliata. La piattaforma politica della sinistra Usa (sanità pubblica e diritti civili, maggior ruolo dello Stato federale) non è così gradita agli americani. Un anno fa la personalità di Obama (e lo stato penoso dell’economia unito all’”odio” per Bush) mascherò i problemi strutturali dei democratici. Che quest’anno sono, seppur parzialmente, venuti a galla.

 

Una notizia lieta per la sinistra viene dal confine con il Canada. Lassù nel distretto 23 dello Stato di New York il candidato democratico Owens ha battuto il conservatore Doug Hoffman. Piuttosto il distretto 23 offre una lezione alla destra opposta a quella della Virginia. Laddove il candidato di destra è un conservatore anziché un repubblicano moderato, le chance di vittoria diminuiscono.

 

Il distretto 23 era infatti un seggio alla Camera bassa di Washington repubblicano. Ora è democratico. Ha ragione Axelrod a gongolare per questo successo. Ma potrebbe essere una vittoria di Pirro. Perché i repubblicani, dati per morti da molti analisti all’indomani della vittoria di Obama, sono rinati. E sembrano pronti alla sfida del 2010.

 

C’è poi il caso di New York, dove Bloomberg, candidato indipendente sostenuto dai repubblicani ha battuto di un soffio lo sfidante democratico Billy Thompson. Che ha sfiorato l’impresa. Malgrado sia stata surclassato in quanto a soldi spesi. Un segnale positivo, la tenuta di Thompson, per i democratici. Anche se New York resta pur sempre fortemente liberal. E qui le “truppe” di Obama difficilmente lasceranno strada ai rivali.



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