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USA/ Albacete: vi spiego perché gli americani stanno cambiando idea su Obama

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Sebbene dichiari che Obama dovrebbe imparare da questo nuovo Gore, sia Gore che Obama hanno lo stesso problema: non sanno come mettere d’accordo unità e differenze senza ridurre in qualche modo le domande di fondo di ognuno, per arrivare a un “terreno comune” di desideri soppressi. Da ciò deriva la insoddisfazione di molti che avevano creduto, come nota Wieseltier, che Obama “fosse il consacrato a risolvere” questo problema.

 

Wieseltier cita Howard Thurman: “Esiste un fondamento esterno a noi stessi per la speranza e il sogno di rapporti armoniosi tra uomini di qualsiasi razza, stato o condizione?” E aggiunge: “La storia è fatta selettivamente, localmente, nel particolare. La domanda è, qual è la comunanza che conta per noi, e quando, e perché?”.

 

Vorrei suggerirgli che la risposta si trova nell’esperienza dell’elezione che definisce il popolo ebreo, il suo popolo, e che io ho trovato nel mistero della Chiesa.



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COMMENTI
06/11/2009 - Genialissimo! (Francesco Giuseppe Pianori)

Genialissimo Professor Albacete! La debolezza interna e internazionale del Presidente Obama sta proprio qui. La diversità è fonte di ricchezza umana o no? In questo senso, come già sostenni anni fa (1998) con un amico californiano in un colloquio familiare, l'esperienza dell'Italia è paradigmatica. Dove tutto è diverso - in Romagna perfino la lingua cambia nel giro di 20 Km, figurarsi fra Milano e Palermo - dove coesistono tanti "popoli" diversi, una sola cosa unifica, fa da collante sociale: la fede cattolica, che ha permeato, nelle espressioni più disparate, tutto, dalla cucina all'arte. Mi fu risposto allora: "E' proprio ciò che definisce un popolo". Era ed è ancora ateo. L'ultima affermazione - il discreto suggerimento - del Prof. Albacete è la cosa più evidente e saggia che si possa dire. Non certo per proselitismo o per orgoglio; per pura, semplice, elementare evidenza ragionevole. Grazie di cuore.