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UK/ Il caso Milner: il suicido assistito farà morire l’Inghilterra di democrazia?

Pubblicazione:venerdì 11 dicembre 2009

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Come John Milbank ha rimarcato in una lettera al Daily Telegraph, pubblicata in forma ridotta il 6 agosto 2009, rigettare la sacralità della vita è “abbandonare quella che è l’intera base dell’umanesimo occidentale da migliaia di anni. Si tratta infatti di rimpiazzare l’ideale nobile dell’umanità con l’ideale bizzarro di un animale che consuma e si autoconsuma. Una simile creatura, se contassero solo libertà e convenienza, potrebbe in effetti legittimamente cercare la morte degli altri (per compassione o per cattiveria) e la sua stessa morte. Solo il rispetto per la libertà e la convenienza degli altri potrebbero agire come un limite, e tuttavia il rispetto di questo limite sarebbe meramente un problema di ritorno personale e pertanto potrebbe essere ignorato, qualora ve ne fosse l’interesse. In realtà queste restrizioni devono essere imposte dallo Stato”.

 

Questo spiega perché ogni rilassamento nelle leggi dello Stato sul suicidio assistito è così problematico. Invece di proteggere il carattere sacro della vita, lo Stato diverrebbe complice nel rendere la libertà di scelta individuale un “feticcio” e nel difendere la volontà soggettiva di alcuni che non si rendono conto che l’utilitarismo non è nulla di più che nichilismo.

 

Il dovere e la responsabilità dei cristiani e di altri umanisti è di opporsi a un indiretto incoraggiamento o sostegno al suicidio assistito da parte dello Stato. Citando ancora John Milbank: “Tuttavia, lo stesso Stato, se governato da queste creature auto inventate, non avrebbe scrupoli nel manipolare sia la vita che la morte per aumentare il proprio potere e libertà di operare. In questo modo, il progressismo su vita e morte sta portando a una nuova forma di totalitarismo biologico. Quelli fra noi, sia radicali che conservatori, che si aggrappano ancora all’umanesimo tradizionale contro la biopolitica progressista, devono ora affermare con coraggio che la democrazia non è pertinente in questo contesto. Le opinioni (manipolate) della maggioranza non possono rovesciare i principi di una legge naturale che garantisce all’esistenza umana un valore unico. E ogni legge o sentenza che, in opposizione a questi principi, neghino l’errore insito nel suicidio e nel favorirlo devono essere visti come completamente mancanti di legittimità dai pochi custodi rimasti del buon senso occidentale”.

 

Inoltre, per resistere al non-umanesimo illiberale secolarizzato, i cristiani e gli altri devono sostenere e aiutare a creare nuove forme di reti di supporto per i malati e gli anziani, perché né il sistema sanitario pubblico né quello privato saranno sufficienti ad averne cura. Vi è bisogno invece di un sistema di cura comunitario, gestito da istituzioni civiche che siano radicate in loco e possano provvedere ad un servizio personale basato sulla fiducia e sulla reciproca e comune fratellanza. Le Chiese e alcune organizzazioni secolari nel settore del volontariato offrono già qualcosa di simile, ma con l’invecchiamento della popolazione e il continuo declino della famiglia allargata, c’è una disperata richiesta di nuove forme di sostegno.

 

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COMMENTI
11/12/2009 - Un presente vitale. (claudia mazzola)

Ieri fuori da messa ho incontrato un'amica. Una donna anziana, senza denti, che ha il vizio del bere. Il marito l'ha cacciata di casa anni fa, gli assistenti sociali le hanno portato via i due figli, e oggi la più grande non la vuole più vedere. Mi ha pregato a mani giunte e con due occhioni lucenti, di andare a bere un caffè con lei. Sorridendoci ci dicevamo che ringraziamo il Signore di esserci e di poter bere il più buon caffè dell'universo insieme. Altro che suicidio!