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UK/ Il caso Milner: il suicido assistito farà morire l’Inghilterra di democrazia?

Pubblicazione:venerdì 11 dicembre 2009

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La paura di essere lasciati da soli senza un’assistenza della comunità sembra essere, infatti, una delle ragioni per cui alcuni sentono di non avere altra scelta che l’uccidersi. La figlia di Dennis e Flora Milner ha detto alla BBC che i suoi genitori erano in salute, ma avevano paura di non essere in grado di badare a se stessi: “Penso che abbiano preso questa decisione perché hanno avuto una vita molto positiva, hanno goduto della vita. Hanno sempre detto che volevano anche una morte positiva, volevano una buona morte”.

 

È chiaro che un cambiamento della legge sul suicidio assistito rischia di promuovere questa cultura di morte. Tutto ciò richiama la richiesta di Peter Singer di “de-santificare” la vita umana e di estendere l’eutanasia ai “bambini con ritardi gravi e irrecuperabili” e a tutte quelle forme di vita, umana e non, le cui condizioni mediche causano “sofferenza a tutti quelli coinvolti con beneficio per nessuno” (Peter Singer, “Unsanctifying Human Life: Essays on Ethics”, Oxford: Blackwell, 2002, pag. 225).

 

Come sua logica conclusione, la negazione che ogni vita è sacrosanta finisce per sostenere la moderna “biopolitica”, idolatrando il potere di definire la vita “spoglia” e di toglierla a coloro che l’hanno ricevuta come un dono divino di amore e di grazia.



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
11/12/2009 - Un presente vitale. (claudia mazzola)

Ieri fuori da messa ho incontrato un'amica. Una donna anziana, senza denti, che ha il vizio del bere. Il marito l'ha cacciata di casa anni fa, gli assistenti sociali le hanno portato via i due figli, e oggi la più grande non la vuole più vedere. Mi ha pregato a mani giunte e con due occhioni lucenti, di andare a bere un caffè con lei. Sorridendoci ci dicevamo che ringraziamo il Signore di esserci e di poter bere il più buon caffè dell'universo insieme. Altro che suicidio!