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GRAN BRETAGNA/ L'ultima follia: per Natale regaliamoci il divorzio

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L’altro personaggio che affronta il tema non in chiave teologica o fideistica ma con un approccio definito di “pragmatic common sense”, è uno che di divorzi se ne intende. Si tratta del celebre giudice Sir Paul Coleridge, quello che ha trattato, tra l’altro, anche il complicato divorzio tra Heather Mills and Sir Paul McCartney. Uno che in materia ne ha viste di tutti i colori, operando, tra l’altro, nel Paese che ha il più alto tasso di divorzi del mondo.

 

Proprio per questo Coleridge è giunto alla conclusione che il matrimonio rappresenti l’unico «gold standard» della relazione tra un uomo e una donna e anche l’unico argine al «breakdown» della famiglia britannica, fenomeno che sta assumendo dimensioni «epidemiche», e che rappresenta «materia di forte preoccupazione per tutti i soggetti coinvolti, a cominciare dai più deboli, ovvero i figli».

 

Coleridge parla di un «totale e incontrollato “liberi tutti”, in cui l’unico parametro di comportamento è quello dell’essere fedeli a se stessi, ai propri desideri ed ai propri bisogni». Un individualismo esasperato che sta distruggendo la trama del tessuto sociale.

 

Da tale considerazione nasce, tra l’altro, la proposta lanciata dal giudice di costituire una commissione nazionale per affrontare i risvolti sociali del divorzio, problema che sta assumendo «una rilevanza pubblica paragonabile al tema della sicurezza o della crisi economica». Che per Coleridge non sia una questione ideologica lo dimostra il fatto che egli, pur sottolineando la prevalenza del modello sociale del matrimonio, non è sfavorevole al riconoscimento di alcuni diritti alle coppie di fatto con una consolidata convivenza. Il punto è quello di non distruggere la coesione sociale retta dalla famiglia.

 

La trovata del “divorce voucher” di Vanessa Lloyd Platt conferma, in realtà, il rischio della banalizzazione di un fenomeno sociologico sempre più preoccupante. Ma la migliore risposta a questa bislacca iniziativa l’hanno data i bambini.

 

L’anno scorso è stato effettuato un sondaggio tra 1.500 bimbi britannici al di sotto dei dieci anni, attraverso il quale è stato chiesto a ciascuno di loro che cosa avrebbe voluto abolire se fosse diventato padrone del mondo. Significativo che tra le prime dieci cose da vietare ci fossero il divorzio e gli atti di bullismo. Due forme di violenza che gli occhi distratti dei genitori spesso evitano di guardare.

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