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IRAN/ Il regime si è accorto che Obama ha messo nel cassetto il premio Nobel?

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Dall’altro lato, l’Iran continua a dimostrarsi un partner inaffidabile, tanto sullo scenario regionale quanto su quello globale.
La questione nucleare continua a restare immobile, in uno stallo diplomatico intricato e pericoloso; l’Iraq che si avvicina lentamente alla pacificazione interna, vivrà nei prossimi mesi una durissima campagna elettorale, nella quale il peso di Teheran si fa sentire pesantemente, con incursioni militari armate e rivendicazioni di attentati.

La progressiva marginalizzazione iraniana dai commerci e dall’economia mondiale sta compromettendo la stabilità interna. Inoltre, tale circostanza rende meno onerosa la decisione di imporre nuove sanzioni, cosa che potrebbe essere decisa già la prossima settimana al Palazzo di Vetro. Le posizioni di Cina e Russia sembrano ammorbidirsi, laddove la posizione del regime iraniano diventa sempre più indifendibile.

Sembra, quindi, volgere al termine il tempo della Realpolitik. Si torna al pragmatismo ideologico, nel quale il principio del bastone e della carota torna a essere preponderante.
La comunità internazionale ha provato più volte a far ragionare Teheran; più volte ha dovuto tacere per mantenere aperto il dialogo. Ma le immagini di queste ore, dopo mesi di costante violenza, di censura e di torture, non si possono più tacere.

Non ci resta, nel frattempo, che ringraziare quei giovani che da mesi manifestano pacificamente per la loro libertà. Loro hanno finora dimostrato più coraggio degli Stati, di tutti gli Stati. Ma adesso occorre rispondere a quelle grida e far cessare quelle violenze.



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COMMENTI
04/01/2010 - il popolo iraniano (gianni giacabi)

ma non si può far niente per aiutare il popolo iraniano ad uscire da questa dittatura? Sono loro gli islamici su cui l'Occidente deve puntare se non vuol vivere sotto la minaccia ed il terrore dei kamikaze.