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IRAN/ Il regime si è accorto che Obama ha messo nel cassetto il premio Nobel?

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La rivolta verde in Iran è arrivata a un punto di svolta. Sono sei mesi, ormai, che gli oppositori al regime degli ayatollah sfidano la repressione dei pasdaran e dei basiji, i temibili guardiani della fede in sella alle moto nere.

Inizialmente, qualche commentatore parlò di un fuoco di paglia, prodromico forse a una rivoluzione di velluto più ampia e dai toni pacifici. Non si riteneva maturo l’avvento di una repubblica islamica fedele ai principi dell’Islam, ma aperta ai bilanciamenti parlamentari e alla integrazione con la comunità internazionale. Talmente poco matura come prospettiva che gli Stati Uniti stessi si sono chiusi in un ambiguo silenzio, intriso di Realpolitik. Trattare con Teheran si deve, soprattutto per il peso strategico che il regime degli ayatollah continua a esercitare sugli scenari di crisi dell’Iraq e dell’Afghanistan.

Dopo l’ennesima repressione compiuta dai guardiani della fede, cui fa da controaltare una imbarazzante sparizione di Ahmadinejad dagli schermi pubblici della notorietà - circostanza, questa, assai sottovalutata dai media italiani e non solo - il tempo sembra scaduto.
Il Dipartimento di Stato ha condannato la brutale azione violenta di questi giorni e gli - almeno - dieci morti negli scontri. È la prima volta che ciò accade negli ultimi mesi e il cambio di rotta può essere spiegato sulla base di due considerazioni.

Da un lato, la coerenza con il discorso che Obama ha fatto al mondo da Oslo, ritirando il premio Nobel per la Pace: le guerre giuste esistono e l’affermazione di un regime rispettoso dei diritti umani può passare da scelte dolorose, ma necessarie. Il premio in sé crea una sorta di persuasione morale in chi lo riceve; il Presidente USA, alle prese con la riforma sanitaria e con i guai del terrorismo e della guerra in Centro Asia, vuole agire in coerenza con il dettato dei principi che ha espresso.

 

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COMMENTI
04/01/2010 - il popolo iraniano (gianni giacabi)

ma non si può far niente per aiutare il popolo iraniano ad uscire da questa dittatura? Sono loro gli islamici su cui l'Occidente deve puntare se non vuol vivere sotto la minaccia ed il terrore dei kamikaze.