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SPAGNA/ Si accende la sfida su aborto ed eutanasia

Pubblicazione:lunedì 16 febbraio 2009

Zapatero_bandieraR375_30sett08.jpg (Foto)

Mentre stanno per essere presentate le conclusioni della sottocommissione sull’aborto, il gruppo editoriale Prisa cerca già di spingere a una legislazione sull’eutanasia dopo il caso di Eluana Englaro. Due facce della stessa medaglia, con lo stesso protagonista.

 

Alla battaglia di Garzón contro il Partido Popular sul presunto caso di corruzione, il Governo ha aggiunto un nuovo alleato per calmare l’opinione pubblica alle prese con una situazione economica complicata. Il partito di governo vuole autorizzare le ragazze di 16 anni ad abortire senza il consenso dei genitori. L’Esecutivo pretende di agire come uno pseudo-padre libertino per dire sì alle giovani che non vogliono avere un figlio indesiderato.

 

Un ulteriore punto del cerchio al cui centro c’è la creazione di un programma ridotto della vita. Cosa può pensare una giovane adolescente a cui dicano che la vita del figlio indesiderato è a sua completa disposizione? Cosa farà se non avrà chi le spieghi, chi le faccia sperimentare che la vita è un dono? Ancora una volta, senza un popolo che educhi e che incarni la bontà di ciò che difende, la risposta sarà scontata.

 

Ma all’aborto si aggiunge ora - sebbene dicano che al momento il tema non si tocca - il dibattito sull’eutanasia. La domanda sociale, secondo l’Esecutivo, è l’argomento perno della decisione di trattare questi temi. L’eutanasia non era contemplata nel programma elettorale, ma dallo scorso venerdì Eluana Englaro è diventata una bandiera per agitare il tema.

 

Appellarsi alla domanda sociale è una falsa retorica per giustificare l’applicazione di un progetto politico. Un progetto che non a caso ha alcuni particolari portavoce. Parlano dei casi che contribuiscono alla causa che si sostiene e tacciono quelli che provano il contrario. Proprio quelli più umani.

 

 

 

(Roberto de la Cruz)



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COMMENTI
16/02/2009 - nel grembo c'è vita (claudia mazzola)

Una mia conoscente, l'estate scorsa ha accompagnato ben due colleghe una di 22 l'altra di 35 anni, ad abortire. La prima ha nascosto a tutti il suo stato fasciandosi il ventre ed al terzo mese se ne è liberata. La seconda dopo 3 aborti spontanei finalmente la vita le si aggrappa e lei che non ha più una relazione fissa lo spazza via. Non stupisce la loro paura, angoscia, non basterebbe chiedere aiuto? Ma il fatto di non sapere quello che hanno nella pancia e considerarlo come una cosa, è quello che fa male. Tutto inizia prima!