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ISRAELE/ Accordo tra Netanyahu e Liberman. L’Egitto protesta

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Il premier designato Benyamin Netanyahu (Likud) sta stringendo i tempi nel tentativo di presentare la settimana prossima alla Knesset il suo nuovo governo. La scorsa notte ha sottoscritto una intesa politica con il partito di destra radicale Israel Beitenu, il cui leader Avigdor Lieberman fungerà da ministro degli esteri e disporrà complessivamente di cinque dicasteri. Oggi il Likud intende sottoscrivere una ulteriore intesa con gli ortodossi di Shas. In seguito verranno suggellati altri accordi con tre altre liste confessionali e di destra. Ma Netanyahu ha già avvertito i futuri partner di governo di voler lasciare comunque aperta la possibilità di un governo allargato, assieme con i centristi di Kadima guidati da Tzipi Livni e con i laburisti di Ehud Barak. Lo stesso Lieberman, nel sottoscrivere le intese, ha confermato di vedere lui stesso con favore un eventuale governo con Kadima.

 

Ma la Livni per il momento sembra determinata a condizionare l'ingresso di Kadima al governo ad una esplicita disponibilità di Netanyahu di rilanciare il processo di Annapolis, ossia di puntare alla realizzazione della formula dei «due Stati per i due popoli». Secondo prime indiscrezioni, le linee politiche concordate dal Likud e da Israel Beitenu non parlano esplicitamente di alcun negoziato con i palestinesi. Promettono invece che Israele «non tratterà con organizzazioni terroristiche» e che l'obiettivo strategico di Israele sarà di abbattere il regime di Hamas a Gaza. Il nuovo governo vede inoltre nei programmi nucleari iraniani «un pericolo immediato, che va sventato, per la sicurezza di Israele, nonché per i popoli della Regione e per il mondo libero».

 

Dura la reazione egiziana. Un «governo di destra» in Israele è un «pericolo per il processo di pace» e la comunità internazionale deve fare di tutto per evitare che la soluzione dei due Stati vada alla deriva. Lo ha detto oggi il ministro degli Esteri egiziano, Ahmed Aboul Gheit, parlando all'Assemblea parlamentare euro-mediterranea riunita a Bruxelles al Parlamento europeo. Gheit ha definito l'accordo di coalizione tra il Likud e la formazione di estrema destra «un fattore negativo», perché l'emergere di un governo di destra in Israele «può causare danni al processo di pace».

 

 



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