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AFGHANISTAN/ Obama: Al Qaida, gli Usa non intendono agire da soli. Presto altri 4000 uomini

«Sconfiggere e smantellare» Al Qaida è il maggiore obiettivo degli Stati Uniti in Afghanistan, ha ripetuto oggi il presidente Barack Obama. Frattini «L'Italia è pronta a fare di più»

«Sconfiggere e smantellare» Al Qaida è il maggiore obiettivo degli Stati Uniti in Afghanistan, ha ripetuto oggi il presidente Barack Obama. Nessuno dei passi della nuova strategia in Afghanistan e Pakistan sono facili e nessuno deve essere intrapreso dall'America da sola, ha detto il presidente Usa. «Il mondo non può permettersi di pagare il prezzo se l'Afghanistan torna a sprofondare nel caos. Abbiamo una responsabilità comune all'azione perchè da questo dipende la nostra pace e la nostra sicurezza», ha detto Obama rivolgendosi agli alleati.

Il presidente Usa ha detto che gli Stati Uniti invieranno tra qualche settimana circa 4000 soldati in Afghanistan per addestrare le forze di sicurezza di quel paese. «Accelereremo il nostro sforzo per creare un esercito afgano con 134 mila unità e una forza di polizia con almeno 82 mila unità - ha detto Obama - in modo da affidare sempre più la responsabilità della sicurezza alle forze dell'Afghanistan».

Sempre in mattinata era giunta la piena disponibilità, a nome del nostro paese, dal ministro Franco Frattini. L'Italia è «pronta a fare di più» in Afghanistan, ha detto il ministro, ma è tutta l'Europa che dovrebbe fare di più. Lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini al suo arrivo a Hluboka (Repubblica ceca) per la riunione informale del Consiglio esteri della Ue.

«Questo è il momento in cui l'Europa deve diventare un'entità che produce sicurezza, non solo la consuma alle spese degli Usa. Questo è il messaggio giusto», ha aggiunto. «L'Italia è pronta a fare di più», ha poi detto Frattini. «Anche in termini di sostegno al processo elettorale e di invio di carabinieri per addestrare la polizia afgana. Ma è l'Unione europea nel suo complesso che deve fare di più. Serve soprattutto più coordinamento di tutte le azioni. Abbiamo molte iniziative che spesso non sono coordinate e c'è un rischio di sovrapposizione e duplicazione e questo va evitato».

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