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SPAGNA/ Nuovi segnali di cedimento per Zapatero

Pubblicazione:martedì 3 marzo 2009

Zapatero_chinoR375_03ott08.jpg (Foto)

L’alleanza con i nazionalisti, che aveva dato buoni risultati a Zapatero negli ultimi cinque anni, comincia a rivoltarglisi contro. E il deterioramento può andare oltre. Il Partido Popular di Rajoy ha ottenuto risultati molto buoni nelle elezioni in Galizia e nei Paesi Baschi. L’Upyd (Unione per il Progresso e la Democrazia) di Rosa Diez resta un partito testimonial, che porta via alcuni voti che possono essere nel futuro decisivi per l’alternanza.

 

«Votare per Emilio Pérez Touriño, candidato dei socialisti in Galizia in queste elezioni, è come votare Zapatero nelle elezioni nazionali». Questa è stata la frase che ha segnato il meeting di venerdì scorso del Presidente del Governo a Santiago di Compostela, un meeting che non era previsto e che voleva evitare ciò che si è verificato domenica: una punizione degli elettori galiziani, un castigo che ha come obiettivo lo stesso Zapatero.

 

Il Partito Popular raccoglie una rotonda vittoria dato che con 39 deputati ottiene una maggioranza assoluta in cui Rajoy ha un ruolo importante. Il leader dei popolari, Alberto Núñez Feijoo, è stato durante la crisi del Pp un uomo di Rajoy. Cosa ha provocato la punizione di Zapatero attraverso la sconfitta di Touriño e la vittoria di Rajoy con il suo candidato Núñez Feijoo?

 

La crisi inizia indubbiamente a presentare il conto ai socialisti. Non hanno voluto convocare le elezioni anticipate a ottobre e negli ultimi cinque mesi la situazione si è molto deteriorata. Pérez Touriño ha ripetuto, copiando Zapatero, che l’economia galiziana era forte, più forte di quella spagnola. Ma il dato dell’incremento della disoccupazione nel mese di gennaio, secondo le indicazioni dell’Inem (Servizio pubblico di impiego statale), ha messo in evidenza che le cose in Galizia vanno male come nel resto della Spagna. Nel primo mese dell’anno la disoccupazione è aumentata al 6,3% in Spagna e in Galizia al 6,1%. Il numero di disoccupati iscritti all’Inem è di 201.316 persone, un numero che non si vedeva dal 1997.

 

L’alleanza dei socialisti con i nazionalisti del Bng (Blocco Nazionalista Galiziano) ha provocato, d’altra parte, un’intensa opposizione sociale, soprattutto sul terreno della politica linguistica e culturale. Il decreto 124/2007, che limitava la libertà di scegliere tra il galiziano e lo spagnolo nelle scuole, ha provocato un interessante movimento civico di opposizione come Galicia Lingüística che il Pp ha saputo capitalizzare. Núñez Feijoo ha infatti promesso l’abrogazione di questo decreto.

 

Anche la politica educativa messa in campo dall’alleanza tra socialisti e nazionalisti ha provocato il rifiuto delle organizzazioni dei genitori, che hanno visto come veniva limitata la libertà di insegnamento di iniziativa sociale.

 

Presto saranno nove anni da quando è cominciata l’ascesa di Zapatero, che nel luglio del 2000 era stato eletto segretario generale del Psoe. Il 1° marzo del 2009 ha subito la prima sconfitta seria. È presto per sapere se è già incominciato un nuovo ciclo di cambiamento. In ogni caso la Galizia è la prima sconfitta di una delle sue scommesse più costanti: l’alleanza con i nazionalisti per mettere nell’angolo il centrodestra. Questa alleanza è quella che ha prodotto negli ultimi cinque anni una profonda mutazione costituzionale in Spagna.

 

I risultati dei socialisti nei Paesi Baschi possono trasformarsi in una grande fonte di rovina. I socialisti baschi hanno ottenuto un grande avanzamento, ma con i loro 24 deputati sono rimasti molto lontani dal pareggio con i nazionalisti del Pnv (Partito Nazionalista Basco) pronosticato dai sondaggi.

 

Per la prima volta nella storia della recente democrazia spagnola i non nazionalisti hanno ottenuto scranni (38) sufficienti per soppiantare i nazionalisti al Governo. Le prime dichiarazioni del candidato socialista Patxi López sono state di un’ambiguità calcolata, dato che ha parlato di andare oltre gli schieramenti. Parole che aprono le porte a un accordo con il Pnv, cosa che può accelerare la rovina di Zapatero.

 

Infatti Zapatero crede di poter convincere i suoi elettori su qualsiasi cosa. Ma non può riuscire a convincere molti di loro che esistono ragioni adeguate per non respingere il nazionalismo dei Paesi Baschi, dove l’Eta continua a uccidere.

 

Il costituzionalismo laicista di Rosa Diez dell’Upyd ottiene uno scranno ad Alava (una provincia dei Paesi Baschi) che le darà protagonismo. Ma i suoi risultati sono stati pessimi. Tranne che ad Alava, nelle altre due province basche e nelle quattro galiziane non è riuscita a superare il 2% dei voti, quasi tutti del Pp.

 

Detto in altri termini, l’Upyd toglie voti al partito che può essere un’alternativa reale a Zapatero e questi voti finiscono nella “spazzatura elettorale”. Se in effetti è cambiato il vento, non conviene disperdere forze in operazioni inutili che, tra le altre cose, vogliono ridurre la libertà religiosa.



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