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SPAGNA/ Zapatero vuole il silenzio della Chiesa sull’aborto

La vera ossessione dell’“era Zapatero, come spiega RAQUEL MARTÍN, sembra essere quella di escludere la Chiesa dal dibattito pubblico

Aido_BibianaR375.jpg (Foto)

È sorprendente la capacità che ha il ministro dell’Uguaglianza, Bibiana Aído, di rispondere a tutte le opinioni contrarie alla posizione del Governo sull’ampliamento dell’aborto che vuole approvare prima dell’estate. Lo fa così frequentemente e in modo così aggressivo che si è guadagnata il titolo di ministro che parla di più tra tutti quelli che siedono al Consiglio dei Ministri.

Le sue ultime parole sull’aborto sono state queste: «La Chiesa può solo dire che è peccato e non che si tratta di un delitto». Queste dichiarazioni della giovane ministro sono deboli. In primo luogo perché sono antidemocratiche. Da quanto un governo si permette di indicare cosa dovrebbe o non dovrebbe dire la Chiesa? Chi ha concesso questo potere alla Aído? Il Ministro non permette alla Chiesa la libertà di esprimersi e di giudicare quello che vuole? La beniamina del Governo Zapatero non lascia prendere posizione alla Chiesa su temi sociali che sono sul tavolo? Le vuole togliere questo diritto fondamentale?

Questa è la vera ossessione dell’“era Zapatero”: escludere la Chiesa dal dibattito pubblico. Non permettere che la Chiesa giudichi questioni che ci riguardano tutti. Sembra che alla Chiesa sia vietato entrare in determinati dibattiti o polemiche.

Ma continuiamo a esaminare le parole del ministro. Effettivamente, per la Chiesa cattolica l’omicidio è un peccato. Si tratta né più né meno del quinto comandamento: «Non uccidere». E l’aborto, così come hanno ricordato i quasi mille firmatari del manifesto di Madrid da una posizione lontana da principi morali, è la morta di una vita, quella dello zigoto. E il ministro Aído, volendo confinare la Chiesa esclusivamente alla definizione di ciò che è peccato, in fondo sta riconoscendo che l’aborto è un omicidio.

Ci sono verità che continueranno a essere tali anche se gli si cambia il nome e bugie che non saranno altro che menzogne, per quanto legali siano. E l’aborto, per quanto legale sia, non smetterà di essere ciò che è, cioè un omicidio. E la Chiesa ha il dovere, l’obbligo di gridarlo ai quattro venti. Inoltre, la Chiesa non solo definisce o può definire, come vuole il ministro, ciò che è peccato o meno. La Chiesa sostiene, solitaria in questi momenti e controcorrente, verità che più nessuno ormai considera tali.

Qui sta la radice, il nocciolo della questione. Che la vita non ce la diamo da noi stessi, non è nostra, non siamo signori e padroni della realtà. In questo modo, questo “grido” espresso dalla Chiesa non è una condanna, è un richiamo all’apertura della ragione per arrivare a riconoscere la positività dell’esistenza, per quanto sia difficile la circostanza di ognuno.

Caro ministro, non è un problema di peccare o non peccare, è un problema di esistere o non esistere, di vivere o uccidere. E se si uccide, c’è un delitto, non un diritto che lei vuole ora imporre.

(Raquel Martín)

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COMMENTI
23/04/2009 - Salvare l'umanità dell'uomo e dello Stato (Matteo Graziola)

Grazie per questo articolo. La Chiesa giustamente interviene su due livelli complementari della questione. Anzitutto per ricordare ai credenti e a tutti gli altri la passione di Cristo per la singola concretissima persona umana, portatrice di un valore immenso agli occhi di Dio. In secondo luogo per ricordare allo Stato che il suo fondamentale dovere è quello di difendere la vita dei suoi cittadini. La rivoluzione francese, nella Dichiarazione dei diritti del cittadino, aveva fatta sua questa dichiarazione dell'Illuminismo: "La libertà consiste nel poter fare tutto ciò che non nuoce ad altri; quindi l'esercizio dei diritti naturali di ogni persona non ha altri confini, se non quelli che agli altri membri della società assicurano il godimento dei medesimi diritti". Se i moderni giacobini si ricordassero almeno di questi loro originali propositi, riconoscerebbero che la presunta libertà della donna non può essere una buona ragione per negare quella del figlio. E forse potrebbero anche capire che la libertà della donna sta nel voler bene al figlio anzichè nel sopprimerlo. In tutto questo la Chiesa sta salvando l'umanità stessa dell'uomo.

 
23/04/2009 - tanto fumo e niente arrosto (domenico mazzarello)

Zapatero e i suoi ministri, siccome si sono resi conto di essere incapaci di affrontare la crisi che sta soffocando la Spagna, cosa fanno ? invece di affrontare i veri problemi delle famiglie, dei giovani, dei lavoratori e delle aziende, hanno pensato sia meglio fare scalpore, stupire la gente e si sono lanciati in ardite riforme sociali per distogliere l'attenzione della gente e dei media dalla realtà in cui si trova l'intero paese. questo andazzo non potrà durare a lungo e tutti i nodi verranno presto al pettine: basti pensare che il tasso di disoccupazione in Spagna è il più alto della UE. La gente non starà a guardare a lungo.