BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Esteri

COREA DEL NORD/ Il figlio di Kim Jong-il a capo dei servizi segreti

Il leader nordcoreano Kim Jong-il ha nominato il terzogenito Kim Jong-un a capo dei servizi segreti, cedendo una posizione chiave del regime e rafforzando l'ipotesi di una successione non molto lontana

Il leader nordcoreano Kim Jong-il ha nominato il terzogenito Kim Jong-un a capo dei servizi segreti, cedendo una posizione chiave del regime e rafforzando l'ipotesi di una successione non molto lontana. La Cina, intanto, 'condivide' le preoccupazione degli Usa e degli altri Paesi asiatici sul programma nucleare di Pyongyang, mentre la Russia invita il Paese comunista a ritornare al tavolo dei negoziati a Sei sull'abbandono delle attivita' atomiche. Il 'caro leader', scrive il quotidiano sudcoreano Dong-a Ilbo, ha visitato lo scorso marzo il Dipartimento di sicurezza dello Stato, insieme al 'delfino', di soli 26 anni, spiegando ai vertici di considerarlo a pieno titolo il nuovo responsabile della struttura. Kim, riferisce il quotidiano che cita fonti anonime, ha invitato i leader del dipartimento a 'proteggere la vita di Kim Jong-un con la vostra, cosi' come avete fatto con me in passato'. Il Dipartimento di sicurezza dello Stato e' l'architrave su cui poggia il potere di Kim Jong-il, impegnato a controllare e reprimere ogni forma di dissenso sul fronte domestico e a organizzare missioni di spionaggio all'estero. Sul fronte della sfida alla comunita' internazionale da parte nordcoreana, Pechino ha spiegato di nutrire preoccupazioni dopo l'esperimento dello scorso 25 maggio. Il generale Ma Xiaotian, che ha discusso col sottosegretario americano Michele Flournoy delle relazioni dei due Paesi nel settore della difesa, ha osservato che 'per la sicurezza nella regione dell'Asia del nordest il problema del nucleare nordcoreano non e' serio solo per gli Usa, per la Corea del Sud e per il Giappone, ma anche per la Cina'. Pertanto, l'auspicio e' promuovere 'iniziative positive e misure di stabilizzazione per tenere sotto controllo gli sviluppi nella penisola coreana attraverso i negoziati diplomatici, le consultazioni e il dialogo'. Il ritorno ai colloqui giunge dal viceministro degli Esteri russo, Aleksiei Borodavkin al termine di un colloquio a Mosca con il collega sudcoreano Wi Soon Nak. 'Intendiamo - ha detto - utilizzare tutte le possibilita' diplomatiche per convincere la Corea del Nord a tornare al negoziato a Sei', al quale partecipano Usa, Russia, le due Coree, Cina e Giappone. E mentre l'ambasciatore svedese a Pyongyang, Mats Foyer, ha incontrato per la prima volta le due giornaliste Usa condannate l'8 giugno a 12 anni di lavori forzati, si moltiplicano le ipotesi di test balistici tra il 25 giugno e il 10 luglio. Secondo l'agenzia Yonhap, che cita una fonte del governo sudcoreano, Pyongyang potrebbe lanciare missili Scud o vettori terra-mare nel Mar del Giappone.

© Riproduzione Riservata.