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CINA/ Tiananmen, la piazza nella morsa della polizia

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Le forze di sicurezza cinesi hanno rafforzato i controlli su piazza Tiananmen in vista del 20/esimo anniversario del massacro del 4 giugno 1989, quando centinaia di studenti democratici che la occupavano vennero uccisi dai militari inviati a riportare l'ordine nella capitale. Centinaia di poliziotti e uomini delle forze paramilitari, molti dei quali in borghese, hanno pattugliato oggi la piazza, invasa come tutti i giorni dai turisti cinesi e stranieri. Il mausoleo del presidente Mao, il fondatore della Repubblica Popolare Cinese, e' stato chiuso 'per lavori', come afferma un cartello scritto a mano frettolosamente, appeso all' ingresso, all' estremita' meridionale della piazza. Secondo il gruppo umanitario Dui Hua (Dialogo), un' organizzazione basata negli Usa che si occupa dei detenuti politici cinesi, e' ancora in prigione una trentina di persone per i fatti del 1989, quando migliaia di studenti e cittadini chiesero, con manifestazioni e proteste in tutta la Cina, l'instaurazione nel Paese di un sistema politico democratico. Centinaia di ex-dirigenti del movimento sono riusciti ad espatriare nei giorni successivi al massacro e oggi vivono in esilio. Decine di dissidenti e sopravvissuti al massacro sono stati messi agli arresti domiciliari o, come l' anziano Bao Tong, uno dei dirigenti comunisti che simpatizzarono con gli studenti, sono stati addirittura portati in 'vacanza' lontano dalla capitale dagli agenti del Public Security Bureau, la polizia cinese. Al lungo elenco - che comprende tra gli altri Ding Zilin, l' animatrice del gruppo delle Madri di piazza Tiananmen - si e' aggiunto oggi lo scrittore cristiano Yu Jie, che ha affermato di essere seguito costantemente da due agenti che gli consentono di muoversi solo nei pressi della sua abitazione alla periferia di Pechino. La piazza e' 'off limits' anche per la stampa straniera: il Club dei Corrispondenti Esteri della Cina ha denunciato quattro casi recenti nei quali troupe televisive che stavano facendo riprese sulla piazza sono state allontanante con la forza dagli agenti del Psb. La censura, gia' invadente in condizioni normali, e' intervenuta pesantemente per limitare la circolazione delle informazioni su Internet. Il popolare blog di Ai Wei Wei, l'artista che ha disegnato il nuovo stadio olimpico di Pechino, e' stato bloccato, cosi' come Twitter, la rete di comunicazione largamente usata degli 'internauti'' cinesi. La Microsoft ha denunciato che il suo sistema di posta elettronica hotmail e' fermo da ieri in tutta la Cina. Si ritiene che l'intervento sia dovuto alla diffusione sulla rete delle memorie di Zhao Ziyang, il leader comunista silurato nel 1989 per essersi opposto al massacro. Le memorie di Zhao, morto nel 2005 dopo aver trascorso 16 anni agli arresti domiciliari, sono state pubblicate ad Hong Kong in cinese ed inglese e sono state immediatamente vietate in Cina, un Paese dove le edizioni pirata di tutti i tipi di libri e documenti hanno una larga diffusione. Anche il sito Flickr, del motore di ricerca Yahoo!, e' adesso inutilizzabile in Cina, probabilmente per impedire la diffusione di foto delle manifestazioni del 1989 e del massacro compiuto nella notte tra il 3 ed il 4 giugno di quell'anno.



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