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Esteri

FRANCIA/ La Corte europea respinge il ricorso: giusta la decisione di espellere gli studenti che indossano "simboli religiosi appariscenti"

La Corte europea dei diritti dell'uomo ha dichiarato oggi non ricevibile il ricorso di sei cittadini residenti in Francia contro la decisione delle autorità francesi di espellere alcuni studenti per aver indossato nel complesso scolastico "simboli di appartenenza religiosa appariscenti"

La Corte europea dei diritti dell'uomo ha dichiarato oggi non ricevibile il ricorso di sei cittadini residenti in Francia contro la decisione delle autorità francesi di espellere alcuni studenti per aver indossato nel complesso scolastico "simboli di appartenenza religiosa appariscenti".

I fatti risalgono al 2004 quando alcune ragazze di religione mussulmana arrivarono a scuola indossando il velo e i ragazzi indossando il "keski" un piccolo turbante usato dai Sikh.

In risposta al rifiuto dei ragazzi di levarsi i copricapo, i presidi dei diversi istituti scolastici, in ottemperanza alla legge francese che proibisce di indossare vestiario o altri simboli religiosi, prima gli vietarono l'accesso in classe, e in seguito, dopo un periodo di dialogo con le famiglie, presero la decisione di espellere gli alunni.

Dopo numerosi ricorsi, nessuno andato a buon fine, davanti alle corti francesi, i ricorrenti si sono rivolti alla Corte di Strasburgo sostenendo che le autorità francesi hanno violato il loro diritto alla libertà di pensiero, coscienza e religione.

Ma i giudici della Corte hanno dato ragione alle autorità francesi, affermando che la legge francese che proibisce di indossare indumenti e simboli religiosi che evidenzino un'appartenenza religiosa persegue lo scopo legittimo di proteggere i diritti e libertà degli altri e l'ordine pubblico.

Con l'espulsione, sottolinea la Corte, non si è obiettato a che gli alunni abbiano un credo religioso, ma si sono invece protetti i diritti degli altri. Il divieto di indossare simboli religiosi appariscenti, afferma inoltre la Corte, si basa sul principio costituzionale del secolarismo, che è in linea con i valori protetti dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo e con la giurisprudenza della Corte.

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