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FEBBRE SUINA/ A Buckingham Palace due ammalati, e il Vaticano ferma le udienze

Allarme influenza di febbre suina a Buckingham Palace. Stando a quanto rivelato dal giornale britannico “News of the world”, due contagi da virus H1N1 sono stati registrati nella residenza di sua Maestà la Regina Elisabetta

Allarme influenza di febbre suina a Buckingham Palace. Stando a quanto rivelato dal giornale  britannico “News of the world”, due contagi da virus H1N1 sono stati registrati nella residenza di sua Maestà la Regina Elisabetta, la quale ha voluto che si pulisse accuratamente la pulizia del Palazzo Reale e il rispetto delle linee guida del ministero della Sanità al fine di evitare il propagarsi della malattia. «Data la velocità con cui può diffondersi, è importante che chiunque avverte i sintomi, in particolare intorno alle cucine, venga tenuto in isolamento - ha detto una fonte di Buckingham Palace, dopo la diffusione della notizia secondo cui uno dei contagiati lavorerebbe nel settore catering - L'ultima cosa che vogliamo è che siano contagiati la regina o il duca di Edimburgo».

 

Un episodio di influenza A, scrive il tabloid, è stato registrato anche al castello di Windsor, dove Elisabetta II trascorre di solito il weekend: a essere contagiato sarebbe stato uno dei coristi della cappella di St. George che si trova all'interno del castello.

 

Intanto anche in Vaticano ci si preoccupa per l'influenza A. L'Osservatore Romano, che ha intervistato il professor Giovanni Rocchi, direttore di Sanità e Igiene dello Stato pontificio. «Niente allarmismi - dice al giornale - dinanzi allo spettro dell'influenza AH1N1, di derivazione suina. Solo una seria, attenta ed equilibrata osservazione dei dati che provengono dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per predisporre il nostro consueto piano di vaccinazioni».

 

Quindi nessuna previsione, per il momento, di un provvedimento «per evitare la contemporanea presenza, in uno stesso luogo, di più persone provenienti da Paesi a rischio», come accade per esempio all'udienza generale o a una celebrazione liturgica. Ciò però non significa «prendere la pandemia con leggerezza - assicura il direttore - né significa escludere in maniera assoluta che in Vaticano, nel caso in cui dovessero venire indicazioni in questo senso dall'Oms e fossero adottati in Italia determinati provvedimenti, si possa decidere coscientemente di sospendere momentaneamente avvenimenti di massa».

 

Secondo l'articolo dell'Osservatore Romano, comunque, in Vaticano ci si sta attrezzando per non farsi prendere alla sprovvista «soprattutto perché - dice Rocchi - è nostro compito assicurare la salute, oltreché naturalmente al Papa e ai suoi collaboratori piu' stretti, a quanti sono indispensabili al funzionamento e alla sicurezza dello Stato: dal personale medico e infermieristico, ai gendarmi, alle guardie svizzere, a tutto il personale della Segreteria di Stato e via via a quanti prestano la loro opera in Vaticano».

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