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AFGHANISTAN/ Attacco contro i militari italiani a Farah: nessun ferito

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Scoppia ancora il fuoco contro il contingente italiano in Afghanistan. Un ordigno è esploso, la scorsa notte, al passaggio di un mezzo militare italiano vicino a Farah, nella parte occidentale del paese. Nessun ferito, solo danni al mezzo, un Lince blindato. L'attentato, secondo quanto si è appreso al Comando militare italiano di Herat, è avvenuto mentre era in corso un'attività di controllo del territorio congiunta tra soldati afghani e italiani: parà del 187esimo reggimento Folgore e bersaglieri del primo reggimento.
L'attentato è avvenuto intorno alla mezzanotte locale. I militari italiani erano su un blindato Lince che è stato investito dall'esplosione di un ordigno improvvisato, resistendo però all'onda d'urto e proteggendo così i 4 a bordo. Lievi i danni al blindato. «È presto per dire se si sia trattato di una mina o di un ordigno innescato con un telecomando - spiega il portavoce ad Herat, maggiore Marco Amoriello - siamo in attesa che vengano completati i rilievi del caso; quel che è certo è che il Lince ha dimostrato ancora una volta di essere un mezzo affidabilissimo, che garantisce ottima protezione ai nostri uomini».
Nel sud del Paese, invece l'attacco dei taliban nei confronti della forza internazionale ha avuto un bilancio sanguinoso: due soldati estoni hanno perso la vita in seguito a un attacco con raffiche di armi automatiche da parte di un gruppo di miliziani mentre i soldati estoni stavano bonificando dalle mine una strada di Nad-i-Ali, nella turbolenta provincia meridionale di Helmand, roccaforte dei taliban. Lo ha reso noto un portavoce del ministero della Difesa di Tallinn, Peeter Kuimet, che ha identificato le vittime come Eerik Salmus e Raivis Kang, entrambi 26enni; il primo è morto all'istante, il secondo è deceduto dopo il ricovero in ospedale a causa delle gravi lesioni subite. L'Estonia schiera dal 2003 in territorio afghano 289 uomini inquadrati nell'Isaf, la Forza Internazionale di Assistenza per la Sicurezza sotto comando Nato; da allora le sue truppe hanno già subito nel complesso sei perdite.
Per gli italiani, quella in Afghanistan è un'estate di fuoco: secondo gli ultimi dati elaborati dal Regional command West di Herat, gli attacchi e gli attentati compiuti nella regione ai danni delle truppe Nato, e quindi italiane, si assesteranno a fine agosto intorno a quota 120. Nel mese di luglio erano stati 134 gli 'eventi' che hanno coinvolto i militari italiani nell'ovest del Paese (dove per eventi si intende però anche il ritrovamento di ordigni esplosivi) e 135 nel mese di giugno, il picco dell'intero 2009.
Il numero degli attacchi e degli attentati si è mantenuto su una media di una quarantina al mese da gennaio ad aprile: poi c'è stata un'impennata da maggio a luglio, con 371 'eventi' complessivi. Più bassi i numeri del 2008, soprattutto nel periodo caldo maggio-luglio, quando erano stati 169.
Evidentemente, sottolineano gli esperti, quest'anno hanno pesato molto le tensioni del periodo pre-elettorale, con gli attacchi degli insorti che si sono fatti sempre più numerosi a ridosso del voto. In base alle previsioni statistiche (che sono state recentemente riviste al ribasso rispetto ai calcoli fatti nei giorni scorsi, in relazione all'esito positivo del voto sotto il profilo della sicurezza) già dal prossimo mese ci dovrebbe essere un calo degli attacchi.

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