BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

GIAPPONE/ Hiroshima ricorda la bomba nucleare del 1945

Hiroshima, città giapponese colpita da una bomba atomica insieme a Nagasaki alla fine del secondo conflitto mondiale, ricorda oggi il 64° anniversario di quel terribile evento

Hiroshima, città giapponese colpita da una bomba atomica insieme a Nagasaki alla fine del secondo conflitto mondiale, ricorda oggi il 64° anniversario di quel terribile evento.

Il sindaco della città, Tadatoshi Akiba, ha lanciato un appello per un mondo senza armi nucleari al presidente degli Stati Uniti Barack Obama. «Sosteniamo il presidente Obama e sentiamo la responsabilità morale di agire per eliminare le armi nucleari» ha detto.

© Riproduzione Riservata.
COMMENTI
06/08/2009 - tre giorni per l'infamia (pietro ancona)

TRE GIORNI PER L'INFAMIA ======================= Ricordiamo oggi il bombardamento atomico di Hiroshima seguito tre giorni dopo da quello su Nagasaki ordinato da Truman per imporre la resa del Giappone ma anche per testare la nuova arma, terrorizzare il mondo e distanziare di molto gli alleati vincitori della seconda guerra mondiale. Truman non si fece scrupolo di sterminare duecentomila esseri umani seguiti da un infinito corteo di hibakusha come vennero chiamati i colpiti dalle radiazioni che non guarirono mai del tutto fino alla morte. Che lo scopo dello sterminio nucleare non fosse soltanto quello di indurre i giapponesi alla resa è dimostrato dal lancio tre giorni dopo di Hiroshima della bomba su Nagasaki. Dopo Hiroshima, constatati gli effetti spaventosi e del tutto nuovi nella storia dell'umanità dell'arma nucleare gli USA avrebbero potuto fermarsi e non raddoppiare le vittime con un altro lancio. Gli americani sapevano perfettamente dopo Hiroshima quello che facevano e commissero deliberatamente un crimine per di ragioni di potenza, di supremazia sull'intero pianeta, per indurre tutti, amici ed avversari, ad accettare il loro dominio. L'ordine fu impartito da un Presidente democratico. Nessuna differenza, nessuna maggiore sensibilità umana e civile rispetto ad un repubblicano. La politica estera americana è, come si dice adesso, bipartisan. Privilegia gli interessi nazionalistici,colonialistici ed imperiali ed è animata da una ideologia quasi religiosa