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GERMANIA/ Licenziato perché ricarica il cellulare sul luogo di lavoro: un danno da 2 centesimi

Ricarichi il cellulare in ufficio? Ti capita di portare a casa una risma di fogli dall'ufficio? Se la risposta è sì, speriamo che tu non sia un lavoratore tedesco

Ricarichi il cellulare in ufficio? Ti capita di portare a casa una risma di fogli dall'ufficio? Se la risposta è sì, speriamo che tu non sia un lavoratore tedesco. Il motivo è semplice: in Germania si stanno intensificando casi di licenziamento confermati dalle sentenze conseguenti i ricorsi degli interessati. Il Giornale riporta il caso di Mohammed Sheikh, operaio in una fabbrica di imballaggi, reo di aver ricaricato il cellulare sul posto di lavoro. Un furto di energia elettrica, addirittura quantificato da un perito, di quasi 2 centesimi di euro.

 

Sembra paradossale, ma il tribunale del lavoro tedesco ha con fermato la decisione. Non solo. Come prova a carico della cattiva condotta del dipendente gli avvocati dell'azienda hanno anche presentato la fotografia fatta a una macchina da imballaggio su cui lavorava. Sheikh si è giustificato dicendo che era solo per fare vedere ai figli dove lavorava. Niente da fare, se non proprio "spionaggio industriale" - ironizza Il Giornale - si tratta sicuramente di condotta disonesta e perdita di tempo sul lavoro.

 

Come la cassiera di un supermercato brandeburghese, che aveva usato per sè due buoni sconto destinati ai clienti (per un totale di 1 euro e 30 centesimi). Licenziata in tronco dopo 31 anni di servizio. I giudici del tribunale del lavoro hanno motivato la sentenza come "perdita del rapporto di fiducia tra datore di lavoro e dipendente" non importa, infatti, se il maltolto sia considerevole o trascurabile. La questione di principio - hanno spiegato i giudici - rimane.

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