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Esteri

LONDRA/ Muore un parà inglese per liberare il giornalista in Afghanistan: polemica sugli inviati

Il giornalista del New York Times Stephen Farrel è stato liberato ieri all’alba in un blitz delle forze speciali britanniche. Nell’attacco sono morti il suo interprete afgano, una donna, un bambino e un paracadutista inglese

Il giornalista del New York Times Stephen Farrel è stato liberato ieri all’alba in un blitz delle forze speciali britanniche. Nell’attacco sono morti il suo interprete afgano, una donna, un bambino e un paracadutista inglese. Farrel, che ha doppio passaporto inglese e irlandese, era stato rapito dai talebani lo scorso sabato, mentre nella zona di Kunduz nel nord dell’Afganistan, dove dei civili erano morti in un attacco aereo della Nato. Ora le polemiche divampano in Gran Bretagna, perché sembra che il giornalista fosse stato ripetutamente avvertito dei pericoli che correva, e faceva correre, recandosi in quella zona e che anche un anziano del villaggio in cui stava conducendo le interviste lo avesse invitato ad andarsene perché stavano arrivando i talebani. La rabbia sta montando soprattutto nell’esercito e diversi militari hanno già dichiarato che occorrerà cambiare atteggiamento, evitando di metter a repentaglio le vite dei soldati per salvare giornalisti che non tengono in alcun conto gli avvertimenti ricevuti, diventando così i primi responsabili della morte di altre persone.

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