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AFGHANISTAN/ Toni Capuozzo (Tg5): un sacrificio che ha un senso. E ora risparmiateci facili slogan

TONI CAPUOZZO parla a ilsussidiario.net delle circostanze e delle possibili conseguenze del terribile attentato di ieri in cui hanno perso la vita sei militari italiani. E della minaccia talebana, che allunga la sua ombra anche sulle recenti elezioni afgane

Militare_PiangeR375.jpg (Foto)

Di fronte a un evento di grande impatto emotivo come l'attentato di ieri che ha tolto la vita a sei militari italiani è difficile mantenere la lucidità per un'analisi equilibrata della situazione. Toni Capuozzo, inviato da sempre nei territori di guerra di tutto il mondo ci è però riuscito parlando a ilsussidiario.net delle circostanze in cui questo gesto è maturato e delle possibili conseguenze. E di cosa può significare per i militari italiani impegnati in questa difficilissima missione di pace.

Il suo lavoro di inviato nei teatri di guerra del mondo le ha fatto vivere in passato momenti drammatici simili a ciò che è avvenuto ieri a Kabul. Cosa si prova sul fronte in momenti come questo tra i militari e i giornalisti?

Chi parte conosce i rischi che corre, ma quando una cosa del genere succede a un compagno d’armi, a un commilitone con cui hai condiviso tutto, dal contare i giorni che ti separano da casa, al vedere la partita la sera prima è durissima.
Se esiste un reparto in grado di affrontare la durezza di emozioni come queste è la Folgore, che ha uno spirito combattivo più forte di altri. I ragazzi che sono là sanno che portare a termine il loro mandato sarà il modo migliore per ricordare i colleghi caduti.
Personalmente in Somalia assistetti a una missione precipitata in un caos senza precedenti, a Nassiriya dopo l’attentato che tutti ricordiamo vidi la manifestazione della popolazione locale in solidarietà verso gli italiani. Penso invece che Kabul sia una città che ha visto di tutto e che domani si comporterà come se fosse un giorno qualunque.

Qual è l’obiettivo principale di un’azione di questo tipo: indebolire Karzai e inviare un messaggio interno al Paese o intimidire l’Occidente?

I Talebani stanno portando avanti la loro strategia di attentati già dal periodo elettorale e, come da tradizione afgana, andranno avanti presumibilmente fino a quando non inizierà a nevicare. È un attentato che segna una continuità per loro.
Con un solo rudimentale ma potentissimo attacco gli obiettivi raggiunti sono molteplici: colpire il cuore di Kabul, mandare un segnale alle opinioni pubbliche di tutti i Paesi che partecipano alle missioni Isaf, generare perplessità e richiesta di ritiro delle truppe, mandare un segnale a Karzai e alla popolazione.

Il comunicato di rivendicazione dei Talebani offre qualche elemento in più? È secondo lei un attacco alle forze dell’Isaf o con il preciso scopo di far pressione sull’Italia?

C’è forse un elemento che segnala una novità negativa, il comunicato parlava di 10 vittime, le vittime in realtà sono 6, ma loro sapevano esattamente quanta gente c’era a bordo. Penso che ci sia qualcosa che non va nei servizi di sicurezza afgani che li rende simili a quelli pakistani. Penso che si possa parlare di infiltrazioni nei servizi. A mio parere è difficile invece pensare che sia un attacco diretto contro gli italiani. È accaduto sulla via dell’aeroporto, un po’ un passaggio obbligato, dal quale transitano tutti.