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IL CASO/ Perché il sindaco di Londra ci vorrebbe un po’ tutti islamici?

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Johnson è uscito di senno? No, semplicemente ha pronunciato questo singolare discorso nella moschea di Tower Hamlet, il municipio ove risiede la maggior parte della popolazione musulmana. Era semplicemente a caccia di consenso politico e di futuri voti. L’episodio, però, la dice lunga su come il popolo britannico abbia ormai smarrito del tutto la propria identità culturale, se per un cinico calcolo politico si arriva ai livelli cui è giunto Boris Johnson, soi-disant conservatore.

 

Ovviamente, il sindaco di Londra respinge con sdegno al mittente le accuse di spudorato opportunismo, e giura che il suo è un sincero e convinto interesse a una prospettiva di integrazione della comunità, all’insegna della concordia e dell’armonia.

 

Esiste, in realtà, un modo molto semplice per verificare la sincerità delle affermazioni del sindaco londinese. Basterebbe che egli invitasse i cittadini musulmani, per un giorno, a partecipare al digiuno quaresimale dei cristiani e a una novena in chiesa. O meglio ancora, sarebbe sufficiente invitare i membri del London Muslim Center a partecipare, anche solo per un giorno, al digiuno ebraico dello Yom Kippur, recandosi poi in una sinagoga per pregare.

 

Se facesse un simile discorso Johnson non solo perderebbe gli ambiti voti islamici, ma metterebbe anche a serio rischio la propria incolumità fisica. E non ci pare che il fulvo Boris, per quanto eccentrico, abbia la vocazione del martire per la causa dell’integrazione.



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COMMENTI
23/09/2009 - Finalmente d'accordo... (alessandro giudici)

Sono profondamente d'accordo con questi rilievi fatti al sindaco di Londra... in particolare al fatto che si "suggerisce" che quanto ha detto rappresenti solo un modo, da "astuto" (o codardo) politico, di cercare voti. Ora, la domanda che mi sorge e': come mai siamo cosi pronti a "individuare" e "giudicare" un utilizzo politico di un discorso pieno di belle parole di integrazione rivolte ad un "pubblico" religioso non cristiano, ma poi ci facciamo abbindolare beatamente (parlo ovviamente in generale e non dell'articolista) quando una simile operazione la compie il "santo subito" Tony Blair al Meeting? L'unica differenza e' che Mr Blair non e' venuto a cercare voti (o forse si, in merito alla candidatura alla Presidenza dell'Unione Europea, visto che manca del consenso di Francia e Germania, per ora?) ma a lavare i panni sporchi in termini di catechismo di fronte ad un pubblico "adatto" allo scopo. Il problema non sono i politici britannici ultra relativisti (e scaltri)... il problema e' chi li ascolta anche quando nascondono la sporcizia sotto una tonnellata di belle parole e qualche pennellata (forse) di sussidiarieta' verticale...(perche' in Gran Bretagna, grazie a Blair, quella orizzontale e' praticamente soffocata...).