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IL CASO/ Perché il sindaco di Londra ci vorrebbe un po’ tutti islamici?

Come ci racconta GIANFRANCO AMATO, il primo cittadino della capitale inglese, Boris Johnson, ha proposto ai concittadini di partecipare per un giorno al ramadan e di recarsi in moschea

Johnson_BorisR375.jpg (Foto)

Boris Johnson, l’eccentrico sindaco londinese dal ciuffo paglierino, non smette mai di stupire. Fino al limite dell’imbarazzo. Con la sua ultima boutade il biondo Lord Mayor, che si proclama conservative, ha voluto superare a sinistra l’anima liberal e politicamente corretta della intellighenzia britannica.

 

Johnson, infatti, ha invitato tutti i cittadini londinesi a partecipare, per un giorno, al digiuno del ramadan e a recarsi, dopo il tramonto, in moschea. Tutto questo per imparare a comprendere i propri vicini musulmani. La giustificazione dell’invito è che, oramai, secondo Johnson, i seguaci dell’Islam sono “at the heart of every aspect of society”. Ha infatti ricordato che «ufficiali di polizia, medici, scienziati, e insegnanti musulmani sono ormai parte essenziale e insostituibile del tessuto sociale londinese».

Da qui la necessità di sviluppare ogni forma di “understanding and learning of the Muslim neighbour”, anche partecipando al ramadan e recandosi in moschea. Ciascun londinese, indipendentemente dal proprio background culturale e religioso, può trarre - secondo Johnson - edificanti e istruttive lezioni dallo spirito e dal significato del ramadan.


COMMENTI
23/09/2009 - Finalmente d'accordo... (alessandro giudici)

Sono profondamente d'accordo con questi rilievi fatti al sindaco di Londra... in particolare al fatto che si "suggerisce" che quanto ha detto rappresenti solo un modo, da "astuto" (o codardo) politico, di cercare voti. Ora, la domanda che mi sorge e': come mai siamo cosi pronti a "individuare" e "giudicare" un utilizzo politico di un discorso pieno di belle parole di integrazione rivolte ad un "pubblico" religioso non cristiano, ma poi ci facciamo abbindolare beatamente (parlo ovviamente in generale e non dell'articolista) quando una simile operazione la compie il "santo subito" Tony Blair al Meeting? L'unica differenza e' che Mr Blair non e' venuto a cercare voti (o forse si, in merito alla candidatura alla Presidenza dell'Unione Europea, visto che manca del consenso di Francia e Germania, per ora?) ma a lavare i panni sporchi in termini di catechismo di fronte ad un pubblico "adatto" allo scopo. Il problema non sono i politici britannici ultra relativisti (e scaltri)... il problema e' chi li ascolta anche quando nascondono la sporcizia sotto una tonnellata di belle parole e qualche pennellata (forse) di sussidiarieta' verticale...(perche' in Gran Bretagna, grazie a Blair, quella orizzontale e' praticamente soffocata...).