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Esteri

VERTICE/ Obama convince l’Onu, ma molte domande attendono ancora risposta

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Realismo? Rimane difficile valutare compiutamente certe scelte. Obama ha accantonato lo scudo spaziale e questo è un passo distensivo verso la Russia, ma paesi come la Polonia e la Repubblica Ceca, che hanno condiviso e appoggiato la politica difensiva degli Stati Uniti, sono stati consultati o hanno saputo tutto dai giornali? Sono state loro offerte rassicurazioni particolari o una contropartita? Dalla reazione della Polonia non si direbbe. Cosa accadrà quando gli Usa chiederanno un impegno a questi paesi? “Forse”, “vediamo”, potrebbe essere la risposta.

 

Pensa che il dossier clima abbia rilanciato un sinergia tra Usa e Cina sui principali temi dell’agenda mondiale, crisi ambiente e sviluppo?

 

Non mi pare che sulle emissioni Usa e Cina si siano impegnati più di tanto nel modificare le loro opzioni. Anch’io sono convinto che sussistano i fattori per un’alleanza strategica tra Cina e Stati Uniti, perché la crisi economica ha indubbiamente mutato lo scenario e aumentato l’interdipendenza delle due economie. Al tempo stesso invito a riflettere su un’opinione molto diffusa tra i realisti americani. Se è vero che la Cina è il più credibile candidato a una possibile sfida al potere globale degli Usa, al tempo stesso non si è mai visto che nella loro storia gli Stati Uniti abbiano collaborato con lo sfidante. Ma, ripeto, i tempi sono cambiati. Meglio trattare con chi cresce prima che diventi troppo forte.

 

L’Onu è stato istituito con lo scopo di creare un mondo di eguaglianza e di pace. Personalità come Gheddafi e Ahmadinejad lo accusano ma non rinunciano a servirsene come palcoscenico… Le Nazioni Unite sono un organismo inutile?

 

Non va dimenticato che l’Onu non è solo il Consiglio di Sicurezza e l’Assemblea generale, ma anche una serie di agenzie che svolgono azioni molto concrete, che per molte popolazioni in diverse parti del mondo fanno la differenza tra la vita e la morte. L’Onu significa la possibilità di fare azioni di peace keeping in posti come il Libano, dove la guerra del 2006 senza l’intervento delle Nazioni Unite sarebbe andata avanti chissà quanto. L’Onu è un posto in cui impariamo a confrontarci con coloro i quali non sono e non vogliono diventare come noi ma esistono. Lo abbiamo imparato durante la guerra fredda: mondo libero e comunismo, confrontandosi, hanno imparato a parlare tra nemici.

 

Le Nazioni Unite allora possono aspirare ad essere l’organismo di una nuova governance globale?

 

Da questo punto di vista, purtroppo, i fatti smentiscono quest’aspirazione e ne fanno qualcosa di velleitario. Nel 1990-91 la guerra contro Saddam Hussein ci illuse che l’Onu potesse essere finalmente quello che non era mai stato ma che avrebbe dovuto essere: un’agenzia in grado di imporre la sicurezza collettiva ai recalcitranti anche con la forza, unendo il mondo sui principi del diritto e della sovranità. Ma tutto ciò è durato, come si dice, lo spazio di un mattino. Le guerre jugoslave hanno fatto vedere come tra le grandi potenze gli interessi fossero non sempre coincidenti. Oggi gli interessi continuano ad essere distinti. È vero, ci sono campi in cui sono comuni, ma non è comune l’idea di chi paga i costi.

 

 

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COMMENTI
25/09/2009 - Parlando d'Iran (Luigi Crema)

Il disarmo nucleare è stato l'unico passaggio forte del discorso di Obama. Proprio sul nucleare oggi spunta fuori la notizia ufficiale che la tanto temuta/ipotizzata/conosciuta seconda struttura nucleare iraniana esisteva, e che l'Aiea lo sapeva da alcuni giorni http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/topnews/news/2009-09-25_125373626.html Obama, all'ONU, credo proprio lo sapesse già. Ma un Iran che manda lettere all'Aiea è un Iran che vuole collaborare per non far proliferare le armi atomiche, o un Iran che vuole collaborare per farle proliferare, sotto lo specchietto dell'energia atomica? Dal Paese seconda riserva di gas al mondo mi sembra più probabile la seconda, e quindi quest'annuncio dell'Iran in sostanza è più una sfida, che un segno di collaborazione.

 
25/09/2009 - L'OBAMA RITROSO (celestino ferraro)

L’OBAMA RITROSO Le premier ministre britannique n'a pas obtenu d'entretien bilatéral avec le président américain, malgré ses demandes insistantes. Gordon Brown et la Maison-Blanche se sont empressés jeudi de démentir toute brouille entre les leaders britannique et américain, tentant de mettre fin à une polémique qui prenait de l'ampleur en Grande-Bretagne. Malgré ces démentis, les médias britanniques ont continué à affirmer que les services du premier ministre britannique avaient tenté à cinq reprises, sans succès, d'obtenir au moins une rencontre bilatérale avec le président Obama pendant le déplacement de Brown aux États-Unis, pour l'Assemblée générale de l'ONU et le G20 à Pittsburgh. È accaduto giovedì a New York, Gordon Brown, in trasferta negli USA per l’Assemblea generale dell’ONU, non ha ottenuto d’incontrare Obama a quattrocchi: non è scoppiato il finimondo in Inghilterra. Nessuno s’è permesso di riempire di contumelie il premier britannico e, Gordon Brown, se ne tornerà in Patria con le pive nel sacco. Non è possibile non rapportarci al nostro Primo ministro. Se Obama si fosse negato a Berlusconi per un incontro politicamente riservato, la nostra stampa di sinistra e sinistrorsa (80% del cartaceo in edicola), avrebbe sparato a palle incatenate contro Berlusconi vituperatore dell’Italia nella reputazione mondiale. Ci sarebbe molto da ridere se non fossimo dotati di tanta arguzia da capire che i sinistri di casa nostra stanno peggio della “gioiosa macchina da guerra