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LETTERA DALLA TERRA SANTA/ Il racconto di Samar: "Il coraggio di Saiwa davanti al giudice"

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Nella foto scattata da Samar (l'unica che le è stata concessa di fare in carcere) vediamo Saiwa con le sue cinque figlie  Nella foto scattata da Samar (l'unica che le è stata concessa di fare in carcere) vediamo Saiwa con le sue cinque figlie

Betania, 10 gennaio 2010

 

Cari amici del Sussidiario,

 

un saluto e un ringraziamento per il vostro sostegno a Lazarus Home, a Saiwa e alle sue figlie. Vi scrivo appena tornata da Ramallah (capoluogo dei territori palestinesi autonomi in Cisgiordania, ndr) dove oggi si è tenuta una nuova udienza del processo contro Saiwa. Da cinque lunghi anni Saiwa è detenuta senza motivo. E' stata gettata nell'angolo di una prigione e lasciata lì: senza garanzie, senza prospettive o esiti. Il suo avvocato non ha fatto assolutamente nulla per lei. In Palestina, se un uomo uccide una donna, riacquista la libertà il mese stesso. Ma Saiwa (che ha ucciso suo marito dopo una vita di abusi, ndr) è una donna e solo per questo motivo la sua vicenda giudiziaria sta consumandosi in un tempo che sembra non aver fine.

 

Oggi Saiwa - per la prima volta - non ha pianto, non aveva gli occhi rossi. Ha parlato a voce alta e il giudice l'ha rimbeccata, dicendole di starsene calma. Ma lei non s'è persa d'animo e ha alzato ancora la voce. Ha protestato: «Questo processo va avanti da cinque anni e non approda a nulla. E io ho bisogno di tornare dalle mie figlie che mi stanno aspettando. Stanno diventando grandi senza di me e io soffro per questo».

 

Ho chiesto come sempre di poter parlare a Saiwa. Ci siamo date un grande abbraccio e le ho detto degli amici italiani che ci sono vicini e che ci sostengono. E questo ci sta dando vera speranza.

 

In Cristo, Samar

 

CLICCA SUL PULSANTE >> QUI SOTTO PER LEGGERE LA LETTERA DI SAMAR SAHHAR SU SAIWA



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COMMENTI
11/01/2010 - Coraggio! (claudia mazzola)

Quanto forti sono le mamme. La mia è eccezionale quando mi dice "Sono stata a messa, ecco, ho fatto tutto!". Auguro alle figlie di Saiwa una Madre da ascoltare e da toccare.