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Esteri

IL CASO/ Olive, la prof. licenziata per "bullismo" cristiano

Olive_JonesR375.jpg(Foto)

 Nonostante le due donne si lascino in buoni rapporti, nel giro di poche ore la professoressa Jones viene convocata dalla preside della scuola che le contesta il fatto di aver manifestato, durante il servizio, la propria fede, qualificando quel fatto come un vero e proprio atto di «bullismo». Un gesto di pura ed inqualificabile prepotenza. Da qui, il licenziamento in tronco. La professoressa Jones, ovviamente, non la prende benissimo. Dichiara di sentirsi «devastata» dal provvedimento che considera «completely disproportionate» e un vero «marchio di infamia» inflitto alla sua persona.

 

«Se avessi commesso un atto criminale», confessa, «credo che la reazione sarebbe stata la stessa». La professoressa si scaglia contro l’interpretazione del concetto di libertà di opinione applicata nel suo caso. Sul punto la donna ha le idee molto chiare: «Sono davvero stupita che in un Paese con una forte tradizione cristiana come la Gran Bretagna sia diventato sempre più difficile parlare della propria fede». Ciò che la rende più furiosa non è tanto l’errata interpretazione delle nuove ambigue disposizioni normative in materia di uguaglianza, quanto il «politically-correct system» che impedisce, di fatto, «la possibilità di esternare in pubblico qualunque riferimento alla dimensione religiosa della propria coscienza, pur potendo tale circostanza essere potenzialmente utile anche agli altri».

 

«La sensazione che ho», continua la Jones, «è che se avessi parlato di qualunque altro argomento al mondo, non ci sarebbero stati problemi, ma il semplice fatto di aver toccato il tema del cristianesimo ha rappresentato la violazione di un tabù. Lo stesso cristianesimo viene ormai visto come una “no-go area”, un campo minato nel quale è più prudente non addentrarsi in pubblico».

 

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COMMENTI
17/01/2010 - il "bullismo" di imbecillità non si sanziona mai? (LUCIANO VIGEVANO)

La Grande Gran Bretagna pare abbia bisogno di un'autorevole scossone anti record di imbecillità: - un Paese dove il già sufficientemente deplorevole mondo finanziario inventa il "furto legittimo dell'eredità" (prestiti garantiti dalla casa che dovranno essere rimborsati solo dagli eredi) - dove non si reagisce alla crescente "creatività" che sforna mode sociali sempre più immorali - che pretende di stare in Europa arrogandosi il diritto di mantenere la propria moneta e soprattutto i propri sistemi di misura "arabi" non riconoscendone l'enorme imbecillità di contrasto Ma gli Inglesi di buon senso stanno tutti dormendo? Luciano Vigevano

 
13/01/2010 - L'Inghilterra, primo paese apostata al mondo (Giovanni Romano)

Dalle notizie che arrivano sempre più frequentemente, sembra proprio che in Inghilterra la scristianizzazione sia riuscita in pieno, molto più che nei paesi ex comunisti. E' bastata ls derisione degli intellettuali, la soggettivizzazione della fede nella palude morta del deismo, il venir meno di un popolo cristiano. L'Inghilterra ha dimenticato l'ammonimento di Kipling in "Recessional" (l'inno che si canta nelle chiese anglicane quando i sacerdoti si ritirano, finita la funzione): non insuperbirsi al tempo della prosperità, non dimenticare stoltamente Dio: If, drunk with sight of power, we loose Wild tongues that have not Thee in awe-- Such boastings as the Gentiles use, Or lesser breeds without the Law-- Lord God of Hosts, be with us yet, Lest we forget--lest we forget! Se ebbri alla vista del potere scioglieremo lingue empie che non Ti temono, vanterie come ne usano i Gentili o le razze primitive che non conoscono la Legge -- Signore Dio degli eserciti, sii con noi ancora, che non Ti dimentichiamo, che non Ti dimentichiamo!

 
13/01/2010 - "Bullismo cristiano" (Carla D'Agostino Ungaretti)

Se non avessi una totale stima per "IL SUSSIDIARIO" e una totale fiducia per quello che scrive, non crederei ai miei occhi, leggendo una simile notizia. Ma la società anglosassone, di cui ho sempre ammirato la cultura, la sinteticità della lingua, la filosofia, la letteratura, l'educazione, è forse impazzita? Non sono loro gli inventori della libertà di parola, tanto da aver inventato lo "speaker's corner" di Hyde Park? Ma la chiesa anglicana che cosa fa? Non difende a spada tratta l'insegnante che professa apertamente la sua fede cristiana, oppure è anch'essa prigioniera di quella esiziale "political correctness" che, se non arginata,finirà per distruggere le radici cristiane d'Europa?